AGGIORNAMENTO
"L'inserimento della procedura nel programma degli acquisti di beni e servizi è uno degli adempimenti previsti dalla normativa e necessario per poter proseguire il percorso amministrativo già individuato dalla giunta per il completamento dello stadio Franchi. Non rappresenta certamente l'attivazione di una concessione", "dispiace che un adempimento tecnico previsto dalla normativa venga presentato come una scelta politica già compiuta", "non perdiamo tempo con strumentalizzazioni". È quanto precisa il Comune di Firenze replicando a Matteo Chelli di Fdi sul tema dello stadio Franchi e della concessione.
In commissione bilancio la sindaca Sara Funaro ha detto che "noi abbiamo portato una delibera di indirizzo che prevede tutta una serie di possibilità per la parte del completamento dello stadio, tra cui l'utilizzo dell'articolo 4 comma 11" del Decreto stadi dove si prevedono procedure di evidenza pubblica tagliate sul project financing. "Noi - ha osservato Funaro - abbiamo stabilito un percorso su quelle che sono le possibili strade a partire da quella della legge stadi, dell'articolo 4 comma 11 che prevede un peroceso molto chiaro, col soggetto che può presentare una proposta di project. L'amministrazione, attraverso la conferenza dei servizi, valuta la proposta e poi successivamente va a gara. Questa è l'opzione che abbiamo inserito. Quando avremo elementi di aggiornamento con l'attenzione che ci deve essere, daremo tutti gli elementi che sono necessari. Via via che avremo gli aggiornamenti li daremo in maniera molto chiara e immediata".
Il Comune di Firenze, attraverso l'assessora allo sport Letizia Perini, ha inoltre precisato che "il valore stimato di circa 1,5 miliardi di euro riportato negli atti non è il valore del canone di una eventuale concessione né il corrispettivo che il Comune riceverà da un eventuale futuro concessionario. Gli atti di programmazione approvati in questi giorni costituiscono un passaggio tecnico di una delle opzioni possibili, indispensabile per consentire agli uffici di proseguire il procedimento". "Di fronte all'arrivo di eventuali proposte - ha aggiunto Perini - saranno sottoposte alle verifiche previste dalla legge in termini di interesse pubblico, sostenibilità economico-finanziaria e fattibilità tecnica. Solo dopo queste valutazioni potranno essere assunte le successive determinazioni e, se ne ricorreranno le condizioni, avviata una procedura di evidenza pubblica". "Siamo sempre stati pronti - ha concluso - a fornire ogni chiarimento richiesto e per questo non possiamo accettare che vengano messe in circolazione notizie che non corrispondono alla realtà. La nostra priorità resta realizzare le opere di cui Firenze ha bisogno e completare lo stadio".
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Polemiche in commissione bilancio a Palazzo Vecchio a proposito dello stadio Artemio Franchi. Il consigliere di Fdi Matteo Chelli ha fatto emergere che "nel programma triennale dei beni e dei servizi" del Comune di Firenze si fa presente che "la concessione di servizi di gestione" dell'impianto "ha una durata del contratto di 720 mesi, ovvero 60 anni".
La direttrice delle direzione risorse finanziarie Francesca Cassandrini ha spiegato che "la valutazione per arrivare all'individuazione del numero dei mesi contenuti nell'elenco triennale dei beni e servizi è stata fatta dagli uffici ma non dalla mia direzione. Bisogna verificare tale valutazione che è stata fatta tenuto conto dell'ipotetico rapporto contrattuale che ci può essere".
"Il valore complessivo della concessione - aggiungono Chelli e la capogruppo Fdi Angela Sirello - è da 1,5 miliardi, dunque circa 25 milioni annui".
"Abbiamo chiesto in commissione - spiegano i consiglieri - maggiori chiarimenti e spiegazioni, ma tutto è stato liquidato come un mero adempimento burocratico privo di valenza sostanziale. Com'è possibile che la modifica di un documento strategico dell'ente che il Consiglio comunale è chiamato a suggellare sia priva di rilevanza? Quei numeri sono il frutto della creatività della Sindaca o di un'analisi tecnico-economica prodotta nelle ultime settimane? Si tratta, forse, di una notizia fuoriuscita dai meandri dell'amministrazione prima del tempo? Non è dato saperlo. A questo punto la domanda sorge spontanea: se alla fine si è costretti a ricorrere a un corposo sostegno della società in cambio di una lunga concessione che senso ha avuto impiegare ingenti risorse pubbliche, che magari si sarebbero potute destinare agli impianti sportivi minori, per uno stadio che la Fiorentina avrebbe ben volentieri, in tempi celeri, realizzato autonomamente a spese proprie?".
"L'inserimento della procedura nel programma degli acquisti di beni e servizi è uno degli adempimenti previsti dalla normativa e necessario per poter proseguire il percorso amministrativo già individuato dalla giunta per il completamento dello stadio Franchi. Non rappresenta certamente l'attivazione di una concessione", "dispiace che un adempimento tecnico previsto dalla normativa venga presentato come una scelta politica già compiuta", "non perdiamo tempo con strumentalizzazioni". È quanto precisa il Comune di Firenze replicando a Matteo Chelli di Fdi sul tema dello stadio Franchi e della concessione.
In commissione bilancio la sindaca Sara Funaro ha detto che "noi abbiamo portato una delibera di indirizzo che prevede tutta una serie di possibilità per la parte del completamento dello stadio, tra cui l'utilizzo dell'articolo 4 comma 11" del Decreto stadi dove si prevedono procedure di evidenza pubblica tagliate sul project financing. "Noi - ha osservato Funaro - abbiamo stabilito un percorso su quelle che sono le possibili strade a partire da quella della legge stadi, dell'articolo 4 comma 11 che prevede un peroceso molto chiaro, col soggetto che può presentare una proposta di project. L'amministrazione, attraverso la conferenza dei servizi, valuta la proposta e poi successivamente va a gara. Questa è l'opzione che abbiamo inserito. Quando avremo elementi di aggiornamento con l'attenzione che ci deve essere, daremo tutti gli elementi che sono necessari. Via via che avremo gli aggiornamenti li daremo in maniera molto chiara e immediata".
Il Comune di Firenze, attraverso l'assessora allo sport Letizia Perini, ha inoltre precisato che "il valore stimato di circa 1,5 miliardi di euro riportato negli atti non è il valore del canone di una eventuale concessione né il corrispettivo che il Comune riceverà da un eventuale futuro concessionario. Gli atti di programmazione approvati in questi giorni costituiscono un passaggio tecnico di una delle opzioni possibili, indispensabile per consentire agli uffici di proseguire il procedimento". "Di fronte all'arrivo di eventuali proposte - ha aggiunto Perini - saranno sottoposte alle verifiche previste dalla legge in termini di interesse pubblico, sostenibilità economico-finanziaria e fattibilità tecnica. Solo dopo queste valutazioni potranno essere assunte le successive determinazioni e, se ne ricorreranno le condizioni, avviata una procedura di evidenza pubblica". "Siamo sempre stati pronti - ha concluso - a fornire ogni chiarimento richiesto e per questo non possiamo accettare che vengano messe in circolazione notizie che non corrispondono alla realtà. La nostra priorità resta realizzare le opere di cui Firenze ha bisogno e completare lo stadio".
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Polemiche in commissione bilancio a Palazzo Vecchio a proposito dello stadio Artemio Franchi. Il consigliere di Fdi Matteo Chelli ha fatto emergere che "nel programma triennale dei beni e dei servizi" del Comune di Firenze si fa presente che "la concessione di servizi di gestione" dell'impianto "ha una durata del contratto di 720 mesi, ovvero 60 anni".
La direttrice delle direzione risorse finanziarie Francesca Cassandrini ha spiegato che "la valutazione per arrivare all'individuazione del numero dei mesi contenuti nell'elenco triennale dei beni e servizi è stata fatta dagli uffici ma non dalla mia direzione. Bisogna verificare tale valutazione che è stata fatta tenuto conto dell'ipotetico rapporto contrattuale che ci può essere".
"Il valore complessivo della concessione - aggiungono Chelli e la capogruppo Fdi Angela Sirello - è da 1,5 miliardi, dunque circa 25 milioni annui".
"Abbiamo chiesto in commissione - spiegano i consiglieri - maggiori chiarimenti e spiegazioni, ma tutto è stato liquidato come un mero adempimento burocratico privo di valenza sostanziale. Com'è possibile che la modifica di un documento strategico dell'ente che il Consiglio comunale è chiamato a suggellare sia priva di rilevanza? Quei numeri sono il frutto della creatività della Sindaca o di un'analisi tecnico-economica prodotta nelle ultime settimane? Si tratta, forse, di una notizia fuoriuscita dai meandri dell'amministrazione prima del tempo? Non è dato saperlo. A questo punto la domanda sorge spontanea: se alla fine si è costretti a ricorrere a un corposo sostegno della società in cambio di una lunga concessione che senso ha avuto impiegare ingenti risorse pubbliche, che magari si sarebbero potute destinare agli impianti sportivi minori, per uno stadio che la Fiorentina avrebbe ben volentieri, in tempi celeri, realizzato autonomamente a spese proprie?".
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