Antigone denuncia la situazione del San Giorgio di Lucca e rilancia l'emergenza che coinvolge anche Sollicciano e la Dogaia di Prato

Torna alta l'attenzione sulle condizioni delle carceri toscane. Antigone Toscana denuncia il caso del carcere San Giorgio di Lucca, il più sovraffollato d'Italia, dove circa 90 detenuti sono ospitati in una struttura progettata per 33 posti. L'associazione segnala inoltre l'assenza del garante dei detenuti, figura vacante dallo scorso novembre, chiedendone la rapida nomina. Dal Comune è arrivata l'assicurazione che la procedura sarà completata entro settembre.

L'emergenza riguarda però l'intero sistema penitenziario regionale. Alla Dogaia di Prato sono arrivati circa 40 detenuti trasferiti da Sollicciano dopo il sequestro di sette sezioni del carcere fiorentino, con il timore di un ulteriore aggravamento del sovraffollamento e delle criticità legate a personale, manutenzione e servizi.

Intanto continuano le denunce sulle condizioni di Sollicciano. Dopo una visita all'istituto, l'attivista Antonella Bundu ha descritto una situazione di forte degrado, tra infiltrazioni, muffe, infestazioni di cimici e celle sovraffollate. Un quadro che, insieme alla carenza di agenti, educatori e psicologi, riporta al centro il tema degli investimenti necessari per garantire condizioni dignitose all'interno delle carceri toscane. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies