Il vicepresidente del Consiglio comunale critica l'opposizione: «Serve una strategia comune, altrimenti nel 2029 non saremo competitivi»

Alessandro Draghi, vicepresidente del Consiglio comunale e esponente di Fratelli d'Italia, lancia una dura autocritica sullo stato del centrodestra fiorentino, sostenendo che senza un cambio di passo sarà impossibile contendere Palazzo Vecchio al centrosinistra. «Prima di guardare in casa d'altri dobbiamo scuoterci noi», afferma, denunciando la mancanza di una guida condivisa e di un'azione politica coordinata tra le forze di opposizione.

Draghi critica anche il ruolo del leader dell'opposizione Eike Schmidt, definendolo «una presenza vacua» per la scarsa partecipazione ai lavori delle commissioni, e invita il centrodestra a superare vecchie battaglie, come quella contro la tramvia, per concentrarsi su temi come viabilità, sicurezza, edilizia e turismo. Secondo il consigliere, serve un progetto politico più ampio capace di coinvolgere anche civici e moderati.

Infine esclude una candidatura a sindaco e smentisce un possibile passaggio nell'area di Roberto Vannacci. «La mia famiglia è il partito», ribadisce, sottolineando che il centrodestra dovrà allargare il proprio campo politico se vorrà tornare competitivo a Firenze. Lo scrive a Repubblica. 

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