Cenni: 'Servono correttivi veri, risorse certe e tutele per gli esclusi'

AGGIORNATA - Al centro delle preoccupazioni ci sono anche gli effetti sui servizi e sui vantaggi collegati allo status di Comune montano, costruiti in decenni di legislazione. "Chi esce dalla classificazione rischia di perdere molto più dei fondi - avverte Susanna Cenni -. Penso prima di tutto alle scuole di montagna: le deroghe sul numero minimo di alunni per la formazione delle classi sono ciò che oggi consente di tenere aperti plessi e pluriclassi nei paesi dell'Appennino".    

Ma il "problema di fondo", secondo Cenni, - "è l'assenza di una visione del capitale naturale e dei servizi ecosistemici della montagna: il vero paradosso di questa riforma è ciò che non c'è. Di fronte alla sfida di valorizzare la montagna come risorsa per l'intero Paese, la legge risponde riducendo i Comuni classificati, senza aumentare le risorse e senza introdurre alcun nuovo strumento di programmazione congiunta tra le terre alte e le aree urbane".

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Ora che è diventata definitiva la nuova classificazione dei Comuni montani, dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del Dpcm, per la Toscana l'esito è quello che Anci Toscana, con la Regione Toscana e Anci nazionale, aveva "denunciato in ogni sede: i Comuni montani scendono da 149 a 113, con 36 realtà che dal 22 luglio perderanno integralmente lo status, comprese le porzioni di territorio finora riconosciute come montane, per effetto della scomparsa della distinzione tra Comuni totalmente e parzialmente montani".   

"La pubblicazione del regolamento non deve chiudere la partita - ha detto la presidente di Anci Toscana Susanna Cenni -. Lo abbiamo detto con forza fin dal primo giorno: una classificazione fondata quasi esclusivamente su altitudine e pendenza non fotografa la montagna reale. Le nostre ripetute prese di posizione non sono state prese in considerazione, a partire dalla legge, e questi sono i risultati. Ignorati anche gli appelli del presidente di Anci, Gaetano Manfredi, che negli ultimi mesi ha chiesto più volte che nessun territorio venisse penalizzato dai nuovi parametri. Fuori dall'elenco - ha aggiunto - restano Comuni che convivono ogni giorno con l'isolamento, la fragilità demografica, la distanza dai servizi essenziali, come quelli dell'Alta Val di Cecina o in Maremma".    

Anci Toscana indica ora alcune priorità, a partire dalla difesa delle risorse. "La prima condizione, irrinunciabile, riguarda la dotazione del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane: le risorse del Fosmit non devono essere diminuite. Se i Comuni montani sono meno, le risorse per ciascuno devono crescere, non sparire. Ogni euro oggi stanziato per la montagna deve restare alla montagna, e chiediamo che nel prossimo decreto di riparto e nelle leggi di bilancio la dotazione sia rafforzata".
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