Un'assemblea pubblica è stata convocata per il 17 luglio alle 11 a Prato, all'Art Hotel museo, da imprenditori che hanno la merce bloccata nei magazzini di Acca, società di logistica cinese di Seano, a seguito della vertenza con il Sudd Cobas e del presidio promosso dal sindacato. 'La merce è nostra. Restituitela' il titolo dell'iniziativa: "Rispettiamo il diritto allo sciopero. Chiediamo lo stesso rispetto per il diritto di proprietà" così in una nota diffusa attraverso l'avvocato Nunzio Giudice.
"A distanza di settimane dall'inizio della vicenda che continua a impedire a centinaia di imprese di rientrare nella disponibilità della propria merce - si spiega -, gli imprenditori interessati promuovono un'assemblea pubblica per informare cittadini, istituzioni e organi di informazione sullo stato della situazione e sulle iniziative intraprese. L'incontro rappresenterà un momento di confronto aperto durante il quale saranno illustrati i fatti, le azioni già poste in essere e le richieste rivolte alle Autorità competenti affinché la vicenda possa trovare una rapida definizione nel pieno rispetto della legge.
Il paradosso dell'intera vicenda risiede nella circostanza per cui ad oggi non è stata emessa alcuna convalida di sequestro da parte della Procura competente e dunque la merce è formalmente libera da vincoli giuridici ma bloccata fisicamente dai manifestanti che, a tutt'oggi, presidiano lo stabilimento". "Il tempo che passa pesa ogni giorno di più sulle imprese che assisto - afferma l'avvocato Giudice -.
Continuiamo ad avere piena fiducia nella magistratura e nelle istituzioni e non chiediamo privilegi né scorciatoie: chiediamo esclusivamente il rispetto della legge, la tutela del diritto di proprietà e la restituzione della merce ai legittimi proprietari. Dietro questa vicenda ci sono imprese, lavoratori, famiglie e anni di sacrifici che non possono essere ignorati".
Gli imprenditori rivolgono un appello "a Governo, Parlamento, Regione, Enti locali, magistratura, forze dell'ordine e a tutte le autorità competenti affinché seguano con la massima attenzione una vicenda che coinvolge non soltanto il destino di centinaia di aziende, ma anche quello dei lavoratori e dell'intero tessuto economico interessato".
"A distanza di settimane dall'inizio della vicenda che continua a impedire a centinaia di imprese di rientrare nella disponibilità della propria merce - si spiega -, gli imprenditori interessati promuovono un'assemblea pubblica per informare cittadini, istituzioni e organi di informazione sullo stato della situazione e sulle iniziative intraprese. L'incontro rappresenterà un momento di confronto aperto durante il quale saranno illustrati i fatti, le azioni già poste in essere e le richieste rivolte alle Autorità competenti affinché la vicenda possa trovare una rapida definizione nel pieno rispetto della legge.
Il paradosso dell'intera vicenda risiede nella circostanza per cui ad oggi non è stata emessa alcuna convalida di sequestro da parte della Procura competente e dunque la merce è formalmente libera da vincoli giuridici ma bloccata fisicamente dai manifestanti che, a tutt'oggi, presidiano lo stabilimento". "Il tempo che passa pesa ogni giorno di più sulle imprese che assisto - afferma l'avvocato Giudice -.
Continuiamo ad avere piena fiducia nella magistratura e nelle istituzioni e non chiediamo privilegi né scorciatoie: chiediamo esclusivamente il rispetto della legge, la tutela del diritto di proprietà e la restituzione della merce ai legittimi proprietari. Dietro questa vicenda ci sono imprese, lavoratori, famiglie e anni di sacrifici che non possono essere ignorati".
Gli imprenditori rivolgono un appello "a Governo, Parlamento, Regione, Enti locali, magistratura, forze dell'ordine e a tutte le autorità competenti affinché seguano con la massima attenzione una vicenda che coinvolge non soltanto il destino di centinaia di aziende, ma anche quello dei lavoratori e dell'intero tessuto economico interessato".
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