AGGIORNATA - "A Firenze lavoriamo per prevenire l'abbandono e la dispersione fin dalle prime classi, anziché fare classifiche tra i territori sarebbe opportuno sostenere il lavoro che gli enti locali svolgono ogni giorno. A Firenze la dispersione scolastica segnalata dai dirigenti è allo 0,25%, un dato ufficiale riferito all'ultimo anno scolastico, in linea con quelli degli anni precedenti e frutto di un investimento costante del Comune in inclusione, prevenzione e sostegno alle famiglie, che viene realizzato grazie alla rete costruita con scuole e associazioni del nostro territorio". È quanto afferma l'assessora all'educazione del Comune di Firenze Benedetta Albanese, replicando al ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara sulla dispersione scolastica in Toscana.
"Come tutti gli enti locali - spiega Albanese in una nota - abbiamo l'obbligo di vigilare sull'assolvimento dell'obbligo di istruzione e formazione. Le segnalazioni arrivano dai dirigenti scolastici sulla base della frequenza degli studenti e da lì si attivano gli uffici comunali. I dati ci dicono che la dispersione è pari allo 0,23% nella scuola primaria, allo 0,38% nella secondaria di primo grado e allo 0,20% nella secondaria di secondo grado, per una media cittadina dello 0,25%". Secondo Albanese "ridurre un fenomeno complesso a dichiarazioni ad effetto o individuare singoli territori come simbolo di un'emergenza non aiuta a risolvere il problema. La dispersione scolastica si combatte con politiche educative serie di prevenzione, investimenti e collaborazione tra istituzioni, non con slogan o semplificazioni".
"La risposta è una sola - conclude l'assessora -. Servono più risorse umane, a partire dai docenti, e più risorse economiche per rafforzare e ampliare i percorsi di prevenzione e inclusione. I Comuni stanno facendo la loro parte, spesso investendo risorse proprie oltre le competenze strettamente assegnate. Dal Governo ci aspettiamo lo stesso impegno".
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AGGIORNATA - "Con tutto il rispetto per il ministro Valditara, ma davanti al suo rilievo sulla dispersione scolastica a Prato, mi verrebbe di dire come uno dei nostri più noti concittadini nel celebre film La vita è bella: 'Buongiorno principessa!'". Risponde così il sindaco di Prato Matteo Biffoni al ministro Valditara.
"Ogni inizio del mese di settembre, per tutti e dieci gli anni della mia amministrazione, insieme all'assessore all'istruzione, mi sono recato all'Ufficio scolastico regionale per chiedere più attenzione nei confronti del nostro sistema scolastico, attenzione sotto forma di insegnanti di Italiano L2, di strutture adatte, di educatori, in un contingente adeguato alle caratteristiche del nostro Comune, che conta 300 minorenni residenti mai iscritti a scuola, di cui il 59% in età dell'obbligo e il 73% di nazionalità cinese - aggiunge Biffoni -.
Non abbiamo mai visto niente di tutto ciò che abbiamo chiesto e ora il ministro Valditara si accorge che a Prato esiste l'abbandono scolastico, soprattutto da parte degli studenti di nazionalità cinese. Credevamo fosse l'ora delle risposte da parte del Governo, non della presa d'atto di problemi che come amministratori locali evidenziamo da anni". "Il ministro dell'Istruzione Valditara, presentando alla Camera i risultati Invalsi, ha affermato che monitorerà attentamente la situazione a Prato. Da almeno trent'anni le amministrazioni comunali hanno con forza richiamato l'attenzione del Ministero dell'Istruzione sulla peculiarità della situazione pratese, dove gli studenti non italofoni superano il 30% - aggiunge l'assessora all'Istruzione Ilaria Santi -.
Questo significa che per insegnare a questi alunni, che spesso arrivano in corso d'anno, dobbiamo fare in modo, per prima cosa, che possano imparare bene l'italiano. Il Comune di Prato ha investito risorse importanti, da sempre, sulla facilitazione linguistica, sulla mediazione e sul sostegno all'inclusione degli alunni L2: sono i nostri dirigenti e docenti ad aver lavorato per rendere la scuola inclusiva, nonostante l'assenza di un adeguato sostegno nazionale.
Invitiamo ancora il Ministro a un confronto serio con l'amministrazione comunale e con il mondo della scuola pratese. Abbiamo accolto con favore l'istituzione della cattedra di insegnamento dell'italiano agli studenti L2, ma le cattedre assegnate a Prato possono a malapena soddisfare una minima parte dei bisogni", conclude l'assessora.
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Sulla dispersione c'è una eccezione: la provincia di Prato mi ha fatto riflettere, ha una dispersione e abbandoni pazzeschi. Mi è stato detto che in alcune scuole il 70% di studenti cinesi non va a scuola, bisogna intervenire. Non è un caso che la Toscana sia in controtendenza mentre al contrario su questo aspetto la Campania ha risultati straordinari. Monitorerò attentamente la situazione a Prato, bisogna estendere il decreto Caivano. Anche la dispersione esplicita è in calo netto al 6,3% ed aumentano di quasi 1 punto gli studenti eccellenti". Così il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara alla presentazione dei dati Invalsi 2026 alla Camera.
Di fronte ai cali che mostrano alcuni segmenti scolastici in Italiano il ministro suggerisce "più grammatica e meno tablet", aggiungendo che "le nuove indicazioni nazionali sono le benvenute".
In matematica, per fronteggiare il peggioramento "ci vuole la rivoluzione nella matematica con laboratori, meno tablet, partire dai perchè, dalla deduzione, dalla osservazione della realtà, il calcolo viene dopo". E poi "serve formazione adeguata ai docenti sui nuovi programmi scolastici, implementare gli investimenti sui docenti tutor, su agenda sud e piano estate e agenda nord dove c'è la dispersione dei giovani stranieri che deve crollare"
"Come tutti gli enti locali - spiega Albanese in una nota - abbiamo l'obbligo di vigilare sull'assolvimento dell'obbligo di istruzione e formazione. Le segnalazioni arrivano dai dirigenti scolastici sulla base della frequenza degli studenti e da lì si attivano gli uffici comunali. I dati ci dicono che la dispersione è pari allo 0,23% nella scuola primaria, allo 0,38% nella secondaria di primo grado e allo 0,20% nella secondaria di secondo grado, per una media cittadina dello 0,25%". Secondo Albanese "ridurre un fenomeno complesso a dichiarazioni ad effetto o individuare singoli territori come simbolo di un'emergenza non aiuta a risolvere il problema. La dispersione scolastica si combatte con politiche educative serie di prevenzione, investimenti e collaborazione tra istituzioni, non con slogan o semplificazioni".
"La risposta è una sola - conclude l'assessora -. Servono più risorse umane, a partire dai docenti, e più risorse economiche per rafforzare e ampliare i percorsi di prevenzione e inclusione. I Comuni stanno facendo la loro parte, spesso investendo risorse proprie oltre le competenze strettamente assegnate. Dal Governo ci aspettiamo lo stesso impegno".
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AGGIORNATA - "Con tutto il rispetto per il ministro Valditara, ma davanti al suo rilievo sulla dispersione scolastica a Prato, mi verrebbe di dire come uno dei nostri più noti concittadini nel celebre film La vita è bella: 'Buongiorno principessa!'". Risponde così il sindaco di Prato Matteo Biffoni al ministro Valditara.
"Ogni inizio del mese di settembre, per tutti e dieci gli anni della mia amministrazione, insieme all'assessore all'istruzione, mi sono recato all'Ufficio scolastico regionale per chiedere più attenzione nei confronti del nostro sistema scolastico, attenzione sotto forma di insegnanti di Italiano L2, di strutture adatte, di educatori, in un contingente adeguato alle caratteristiche del nostro Comune, che conta 300 minorenni residenti mai iscritti a scuola, di cui il 59% in età dell'obbligo e il 73% di nazionalità cinese - aggiunge Biffoni -.
Non abbiamo mai visto niente di tutto ciò che abbiamo chiesto e ora il ministro Valditara si accorge che a Prato esiste l'abbandono scolastico, soprattutto da parte degli studenti di nazionalità cinese. Credevamo fosse l'ora delle risposte da parte del Governo, non della presa d'atto di problemi che come amministratori locali evidenziamo da anni". "Il ministro dell'Istruzione Valditara, presentando alla Camera i risultati Invalsi, ha affermato che monitorerà attentamente la situazione a Prato. Da almeno trent'anni le amministrazioni comunali hanno con forza richiamato l'attenzione del Ministero dell'Istruzione sulla peculiarità della situazione pratese, dove gli studenti non italofoni superano il 30% - aggiunge l'assessora all'Istruzione Ilaria Santi -.
Questo significa che per insegnare a questi alunni, che spesso arrivano in corso d'anno, dobbiamo fare in modo, per prima cosa, che possano imparare bene l'italiano. Il Comune di Prato ha investito risorse importanti, da sempre, sulla facilitazione linguistica, sulla mediazione e sul sostegno all'inclusione degli alunni L2: sono i nostri dirigenti e docenti ad aver lavorato per rendere la scuola inclusiva, nonostante l'assenza di un adeguato sostegno nazionale.
Invitiamo ancora il Ministro a un confronto serio con l'amministrazione comunale e con il mondo della scuola pratese. Abbiamo accolto con favore l'istituzione della cattedra di insegnamento dell'italiano agli studenti L2, ma le cattedre assegnate a Prato possono a malapena soddisfare una minima parte dei bisogni", conclude l'assessora.
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Sulla dispersione c'è una eccezione: la provincia di Prato mi ha fatto riflettere, ha una dispersione e abbandoni pazzeschi. Mi è stato detto che in alcune scuole il 70% di studenti cinesi non va a scuola, bisogna intervenire. Non è un caso che la Toscana sia in controtendenza mentre al contrario su questo aspetto la Campania ha risultati straordinari. Monitorerò attentamente la situazione a Prato, bisogna estendere il decreto Caivano. Anche la dispersione esplicita è in calo netto al 6,3% ed aumentano di quasi 1 punto gli studenti eccellenti". Così il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara alla presentazione dei dati Invalsi 2026 alla Camera.
Di fronte ai cali che mostrano alcuni segmenti scolastici in Italiano il ministro suggerisce "più grammatica e meno tablet", aggiungendo che "le nuove indicazioni nazionali sono le benvenute".
In matematica, per fronteggiare il peggioramento "ci vuole la rivoluzione nella matematica con laboratori, meno tablet, partire dai perchè, dalla deduzione, dalla osservazione della realtà, il calcolo viene dopo". E poi "serve formazione adeguata ai docenti sui nuovi programmi scolastici, implementare gli investimenti sui docenti tutor, su agenda sud e piano estate e agenda nord dove c'è la dispersione dei giovani stranieri che deve crollare"
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