Polemiche sull'ipotesi di requisizioni temporanee degli immobili inutilizzati. Moratti: «La proprietà privata è un diritto fondamentale»

Si accende il dibattito politico a Firenze dopo la proposta di Avs-Ecolò di prevedere, come extrema ratio, la requisizione temporanea degli immobili sfitti dei grandi proprietari per affrontare l'emergenza abitativa. L'idea nasce dopo l'appello del presidente della Fondazione Cr Firenze, Gherardo Gambelli, che aveva definito la difficoltà di trovare casa un «dramma» per molte famiglie e aveva chiesto una collaborazione più ampia per individuare soluzioni.

I consiglieri di Avs-Ecolò propongono un censimento degli immobili sfitti, seguito da un confronto con i grandi proprietari per favorire la rimessa sul mercato degli alloggi inutilizzati. In caso di mancata collaborazione, il piano prevede la possibilità di valutare sanzioni fiscali e, nelle situazioni di persistente inerzia, anche requisizioni temporanee degli immobili per fronteggiare l'emergenza abitativa, oltre alla creazione di un'agenzia sociale per la casa.

La proposta ha però scatenato una dura reazione del centrodestra. Letizia Moratti, presidente della Consulta nazionale di Forza Italia ed eurodeputata del Ppe, parla di «un salto culturale gravissimo», sostenendo che la proprietà privata «è un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione» e che ricorrere a espropri o requisizioni rappresenterebbe «una strada profondamente sbagliata». Contrarie anche Italia Viva e altre forze di opposizione, mentre il tema apre un confronto anche all'interno del Partito Democratico. Lo scrive la Nazione. 

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