Le dichiarazioni del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara sulla dispersione scolastica a Prato hanno acceso lo scontro con le istituzioni locali. Presentando i risultati dei test Invalsi 2026, il ministro ha definito la città «la pecora nera», affermando che «a Prato ci sono una dispersione e un abbandono scolastico pazzeschi» e aggiungendo che «in alcune scuole il 70% degli studenti cinesi non va a scuola». Valditara ha annunciato un monitoraggio specifico e l'ipotesi di estendere anche a Prato le misure previste dal decreto Caivano.
Immediata la replica del sindaco Matteo Biffoni, che ha risposto citando Roberto Benigni: «Buongiorno principessa!». Secondo il primo cittadino, il Governo scopre oggi un problema che il territorio denuncia da decenni. «Ogni settembre, per tutti i dieci anni della mia precedente amministrazione, siamo andati all'Ufficio scolastico regionale a chiedere più insegnanti di italiano L2, educatori, strutture e risorse adeguate. Non abbiamo mai visto niente di tutto questo». Biffoni ricorda inoltre che nel Pratese risultano circa 300 minorenni mai iscritti a scuola, il 73% dei quali con cittadinanza cinese, ma precisa che i dati non confermano la percentuale indicata dal ministro.
Sulla stessa linea l'assessora comunale all'Istruzione Ilaria Santi, che evidenzia come il Comune investa da anni in mediazione culturale e facilitazione linguistica, mentre le cattedre di italiano L2 assegnate dal ministero «coprono appena una minima parte del fabbisogno». Anche l'assessora regionale Alessandra Nardini chiede maggiori investimenti: «Se Valditara è preoccupato, lo siamo anche noi, ma allora ci metta delle risorse». Per la Regione, la dispersione scolastica si combatte con più personale, classi meno affollate ed edilizia scolastica, non con gli annunci. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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