Nel dibattito, il portavoce dell'opposizione Alessandro Tomasi (Fdi) ha detto che "abbiamo pensato di presentare una legge in merito basata su due punti fondamentali: una maggioranza rafforzata dei due terzi nelle prime due votazioni e la durata, invece che cinque anni ma tra i tra e i cinque anni in modo che si possa valutare tutti il lavoro del garante ed eventualmente confermarlo per il secondo mandato, noi diremmo di no al terzo per trasparenza, per principio di rotazione e valutazione".
"Abbiamo sospeso questa proposta di legge - conclude - a fronte di una richiesta che abbiamo controfirmato per non lasciare scoperta una figura in questo momento delicato per le carceri. Aderiamo alla proroga di 90 giorni in cui dobbiamo lavorare per trovare una sintesi".
Federico Eligi (Casa riformista) ha parlato di "una situazione drammatica e insostenibile nei nostri istituti di pena" mentre Massimiliano Ghimenti (Avs) ha detto che "tutti con piena contezza delle problematiche dobbiamo farci carico di questa situazione, il mio intervento vuol lanciare un appello, ritengo non si possa buttare in politica, siamo disponibili a ragionare anche di quello che è competenza della regione e insieme alle figure preposte capire cosa si può fare direttamente per risolvere il problema".
Jacopo Maria Ferri (FI) in merito alla visita dell'assessore Alessandra Nardini sul territorio di Massa Carrara agli istituti penali ha affermato che "non sarebbe brutta cosa se l'assessorato, nel momento in cui visitano i nostri territori, lo facesse presente soprattutto ai sindaci e anche ai consiglieri sul territorio - continua Ferri - L'assessore è venuta anche all'istituto penale minorile femminile di Pontremoli senza che né il sottoscritto né il sindaco potessero accoglierla e spiegarle la storia e l'importanza del lavoro dell'istituto, poteva essere condiviso e arricchito anche dalla nostra esperienza sul territorio in questi anni".
"Il Consiglio ha fatto un dibattito positivo, il tema è complesso e chiama tutti in causa - ha concluso la presidente Stefania Saccardi - mi sento di condividere l'appello di farsene carico tutti insieme, ognuno per le proprie responsabilità"
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Giuseppe Fanfani, garante dei detenuti della Regione Toscana, resterà in carica altri tre mesi. Lo stabilisce un emendamento alla legge di manutenzione dell'ordinamento regionale 2026 approvata dal Consiglio regionale coi voti favorevoli della maggioranza e l'astensione delle minoranze.
L'emendamento introduce una disciplina transitoria volta a consentire al garante dei detenuti, nominato dal Consiglio regionale nel 2020, di proseguire nell'esercizio delle proprie funzioni per 90 giorni a decorrere dall'entrata in vigore della legge.
La proroga, si spiega, risponde all'esigenza di assicurare continuità nell'esercizio delle funzioni del garante, tenuto conto della particolare complessità dell'attuale situazione degli istituti penitenziari, in attesa dell'approvazione della riforma delle figure dei garanti. L'emendamento è stato presentato dal capogruppo Pd, Simone Bezzini.
"E' una scelta opportuna e necessaria - ha detto Bezzini.- Consente infatti di garantire la piena continuità di una funzione fondamentale mentre il Consiglio regionale completerà la riforma delle procedure di votazione relative alla nomina del garante, evitando qualsiasi interruzione dell'attività in una fase particolarmente delicata per il sistema penitenziario".
L'emendamento è andato a modificare la legge di manutenzione dell'ordinamento regionale che interviene per apportare la correzione di errori materiali o imprecisioni, per garantire l'adeguamento dei rinvii normativi interni ed esterni, per provvedere all'inserimento di contenuti resi obbligatori da nuove disposizioni comunitarie, nazionali o regionali.
"Abbiamo sospeso questa proposta di legge - conclude - a fronte di una richiesta che abbiamo controfirmato per non lasciare scoperta una figura in questo momento delicato per le carceri. Aderiamo alla proroga di 90 giorni in cui dobbiamo lavorare per trovare una sintesi".
Federico Eligi (Casa riformista) ha parlato di "una situazione drammatica e insostenibile nei nostri istituti di pena" mentre Massimiliano Ghimenti (Avs) ha detto che "tutti con piena contezza delle problematiche dobbiamo farci carico di questa situazione, il mio intervento vuol lanciare un appello, ritengo non si possa buttare in politica, siamo disponibili a ragionare anche di quello che è competenza della regione e insieme alle figure preposte capire cosa si può fare direttamente per risolvere il problema".
Jacopo Maria Ferri (FI) in merito alla visita dell'assessore Alessandra Nardini sul territorio di Massa Carrara agli istituti penali ha affermato che "non sarebbe brutta cosa se l'assessorato, nel momento in cui visitano i nostri territori, lo facesse presente soprattutto ai sindaci e anche ai consiglieri sul territorio - continua Ferri - L'assessore è venuta anche all'istituto penale minorile femminile di Pontremoli senza che né il sottoscritto né il sindaco potessero accoglierla e spiegarle la storia e l'importanza del lavoro dell'istituto, poteva essere condiviso e arricchito anche dalla nostra esperienza sul territorio in questi anni".
"Il Consiglio ha fatto un dibattito positivo, il tema è complesso e chiama tutti in causa - ha concluso la presidente Stefania Saccardi - mi sento di condividere l'appello di farsene carico tutti insieme, ognuno per le proprie responsabilità"
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Giuseppe Fanfani, garante dei detenuti della Regione Toscana, resterà in carica altri tre mesi. Lo stabilisce un emendamento alla legge di manutenzione dell'ordinamento regionale 2026 approvata dal Consiglio regionale coi voti favorevoli della maggioranza e l'astensione delle minoranze.
L'emendamento introduce una disciplina transitoria volta a consentire al garante dei detenuti, nominato dal Consiglio regionale nel 2020, di proseguire nell'esercizio delle proprie funzioni per 90 giorni a decorrere dall'entrata in vigore della legge.
La proroga, si spiega, risponde all'esigenza di assicurare continuità nell'esercizio delle funzioni del garante, tenuto conto della particolare complessità dell'attuale situazione degli istituti penitenziari, in attesa dell'approvazione della riforma delle figure dei garanti. L'emendamento è stato presentato dal capogruppo Pd, Simone Bezzini.
"E' una scelta opportuna e necessaria - ha detto Bezzini.- Consente infatti di garantire la piena continuità di una funzione fondamentale mentre il Consiglio regionale completerà la riforma delle procedure di votazione relative alla nomina del garante, evitando qualsiasi interruzione dell'attività in una fase particolarmente delicata per il sistema penitenziario".
L'emendamento è andato a modificare la legge di manutenzione dell'ordinamento regionale che interviene per apportare la correzione di errori materiali o imprecisioni, per garantire l'adeguamento dei rinvii normativi interni ed esterni, per provvedere all'inserimento di contenuti resi obbligatori da nuove disposizioni comunitarie, nazionali o regionali.
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