Per Massimo Sabatini, consigliere della Lista civica Eike Schmidt a Palazzo Vecchio l'avvio di un'indagine da parte dell'ufficio Unesco "è l'ennesima conferma di quanto sosteniamo fin dall'inizio di questo pasticcio urbanistico, ovvero dall'agosto 2025: c'è più di qualcosa che non torna nei procedimenti attuati dal Comune. Entrambi le indagini faranno il loro corso, ma torniamo a chiedere che di quanto avvenuto si possa discutere anche in Consiglio comunale, dove una mia interrogazione, con domande puntuali e dettagliate di notizie, giace inevasa dallo scorso marzo". Da sinistra Dmitrij Palagi, capogruppo di Spc, parla di "notizia rilevante", tuttavia "si interviene sul danno, non a monte della decisione che lo ha reso possibile" Su questa vicenda, aggiunge "il nostro gruppo lavora da mesi. Abbiamo acquisito, tramite accesso agli atti, i verbali del Comitato di pilotaggio del sito Unesco dal 2008 al 2025 (17 anni di sedute). Il dato che ne emerge è documentale, non un'opinione: del progetto di trasformazione dell'ex Teatro Comunale il Comitato di pilotaggio non si è mai occupato. Nessun Heritage impact assessment è mai stato richiesto o redatto". Palagi sottolinea come non si tratti di un caso isolato: "Già il 6 maggio 2015 il Centro del patrimonio mondiale contestava a Firenze, fra le criticità messe a verbale dallo stesso Comitato di pilotaggio, la 'vendita di complessi monumentali pubblici o semi-pubblici a soggetti privati e il loro cambio d'uso'. Da allora la sequenza si è ripetuta puntualmente: l'ex Teatro Comunale trasformato in appartamenti di lusso per locazione turistica, l'ex ospedale militare san Gallo diventato resort e residenze di pregio, l'ex Sant'Orsola, e ora le ex Officine Grandi Riparazioni alla Leopolda, cedute a un fondo lussemburghese". Da qui la richiesta che "'l'Heritage impact assessment diventi preventivo e obbligatorio per ogni intervento nella Core zone e nella Buffer zone del sito".
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Da Palazzo Vecchio, sde del Comune di Firenze, fanno sapere che al momento non risultano nuove richieste né notifiche da parte del Centro del patrimonio mondiale dell'Unesco di Parigi a proposito del cosiddetto Cubo Nero edificato al posto dell'ex Teatro Comunale.
Il Comune ricorda che "lo scorso 5 febbraio su richiesta del ministero della Cultura, l'ufficio Firenze Patrimonio mondiale e rapporti con Unesco del servizio soprintendente Musei comunali ha trasmesso una relazione tecnica sull'area di trasformazione dell'ex Teatro Comunale affinché fosse inoltrata al Centro patrimonio mondiale Unesco di Parigi". E da allora, sottolineano ancora da Palazzo Vecchio, "non risultano risposte o valutazioni nel merito. Nel caso arrivassero riscontri o ulteriori richieste, ci sarà come sempre la massima collaborazione per fornire tutti gli elementi che verranno richiesti".
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Da Palazzo Vecchio, sde del Comune di Firenze, fanno sapere che al momento non risultano nuove richieste né notifiche da parte del Centro del patrimonio mondiale dell'Unesco di Parigi a proposito del cosiddetto Cubo Nero edificato al posto dell'ex Teatro Comunale.
Il Comune ricorda che "lo scorso 5 febbraio su richiesta del ministero della Cultura, l'ufficio Firenze Patrimonio mondiale e rapporti con Unesco del servizio soprintendente Musei comunali ha trasmesso una relazione tecnica sull'area di trasformazione dell'ex Teatro Comunale affinché fosse inoltrata al Centro patrimonio mondiale Unesco di Parigi". E da allora, sottolineano ancora da Palazzo Vecchio, "non risultano risposte o valutazioni nel merito. Nel caso arrivassero riscontri o ulteriori richieste, ci sarà come sempre la massima collaborazione per fornire tutti gli elementi che verranno richiesti".
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