Prosegue lo scontro politico sul caso Montedomini. Alla Commissione controllo di Palazzo Vecchio, presieduta da Paolo Bambagioni (Lista Schmidt), non erano presenti né il presidente dell'Asp Maurizio Frittelli né il direttore Emanuele Pellicanò, che avevano già comunicato la loro indisponibilità. Un'assenza che ha alimentato le critiche delle opposizioni sul caso degli immobili dell'azienda pubblica concessi in locazione e successivamente destinati agli affitti turistici.
Bambagioni ha definito "un grave errore" la mancata partecipazione dei vertici dell'Asp, sostenendo che la città abbia diritto a conoscere i fatti. Duro anche l'affondo sul presunto "sistema di potere" cittadino. Di diverso avviso il Partito Democratico: il capogruppo Luca Milani ha respinto le accuse parlando di "show mediatico" e ricordando che le audizioni possono essere concordate in altre date. Anche Fratelli d'Italia, con Matteo Chelli, ha ribadito che l'iniziativa ha finalità esclusivamente politiche e non inquisitorie.
Nel frattempo tutte le opposizioni hanno annunciato il deposito della richiesta di una commissione d'indagine su Montedomini. Milani ha espresso dubbi sull'utilità dell'iniziativa, mentre la consigliera dem Alessandra Innocenti ha ricordato come il presidente Frittelli avesse già illustrato l'attività dell'ente in una precedente audizione.
Con una nota ufficiale, Montedomini ha precisato che Frittelli aveva comunicato per tempo la propria indisponibilità per il 30 luglio, estendendola anche al 31 luglio e al 4 agosto e proponendo come date alternative il 3, il 5 e il 6 agosto per consentire la riprogrammazione della seduta.
La vicenda continua intanto ad allargarsi. La Lega ha annunciato un'interrogazione ai ministeri dell'Economia, della Cultura e del Turismo, mentre Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune) è tornato sul caso dell'immobile di via Guelfa 81, sostenendo che la documentazione amministrativa dimostrerebbe come la procedura per l'attività di locazione turistica fosse già nota agli uffici comunali. Anche l'Associazione Residenze Anziani Toscana (Arat) è intervenuta parlando di "concorrenza sleale" nei confronti delle strutture private e chiedendo un intervento della Regione.
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