«Non lascio, difendo Montedomini. E non ho paura che si indaghi, anche su di me». Il presidente dell'Asp Maurizio Frittelli respinge le richieste di dimissioni e conferma la volontà di restare alla guida dell'ente, spiegando l'assenza alla Commissione controllo con impegni di lavoro e annunciando la propria presenza il 3 agosto.
Frittelli difende l'operato dell'Asp, sottolineando il valore del patrimonio immobiliare e il ruolo sociale dell'istituzione. «Quando attaccano te e una istituzione con 550 anni di vita devi stare in battaglia», afferma, ribadendo che gli affitti turistici riguardano «pochi immobili, il 5%» del patrimonio e che i ricavi vengono reinvestiti nei servizi per gli anziani: «Quello che guadagniamo poi lo investiamo per il disagio degli anziani, la Rsa, il centro Alzheimer. Non è che ci compriamo la barca».
Sul caso dell'immobile con il Codice identificativo nazionale (Cin) registrato prima ancora della disponibilità dell'immobile, il presidente parla di un episodio gravissimo: «Qualcuno ha fatto una falsa dichiarazione. Faremo un'azione penale». Allo stesso tempo ribadisce di non avere timori su eventuali verifiche: «Fino a prova contraria sì. Ma se si deve indagare si indaghi. Anche su di me se necessario».
Il presidente respinge anche le accuse di opacità nella gestione e lega parte delle polemiche alla propria collocazione politica: «Probabilmente se non fossi vicino a Nardella e non fossi stato nominato da Funaro la polemica non esisterebbe». Conferma inoltre la fiducia nell'ex presidente Luigi Paccosi e nell'attuale direttore generale Emanuele Pellicanò, pur precisando che sul futuro di quest'ultimo saranno fatte le valutazioni necessarie una volta concluso il periodo di malattia.
Guardando ai prossimi mesi, Frittelli si dice disponibile ad adeguarsi al nuovo indirizzo del Comune sugli affitti brevi: «Io sono politicamente d'accordo. E sul futuro sono pronto, la sindaca lo sa: decidiamo insieme destinazioni, funzioni, troviamo le risorse». Sul fronte della Rsa, infine, apre al confronto sulla proposta di reinternalizzazione del servizio: «Parliamone, è una partita seria. Potrebbe essere utile non solo per Montedomini, ma per tutto il tessuto sanitario della città». Lo scrive Repubblica.
Condividi
Attiva i cookies














