Il senatore di Fratelli d’Italia denuncia presunte anomalie nella gestione dei beni dell’ente e chiede un intervento della Regione Toscana

Il senatore fiorentino di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi torna sul caso Montedomini e chiede un intervento della Regione Toscana sulla gestione del patrimonio dell’ASP Firenze Montedomini.

"I fatti emersi sulla gestione del patrimonio dell’ASP Firenze Montedomini non sono semplici incidenti di percorso, ma il sintomo di una deviazione strutturale dalle finalità sociali dell’ente", afferma Marcheschi, citando in particolare il caso dell’immobile di via Guelfa 81, "bene appartenuto all’antico Orfanotrofio del Bigallo e vincolato per statuto e per legge al patrimonio indisponibile".

Il senatore chiede al presidente della Regione Eugenio Giani di "diffidare la Sindaca Funaro e valutare l’attivazione dei poteri sostitutivi per la nomina di un Commissario". Secondo Marcheschi, infatti, "Montedomini è da sempre una delle istituzioni fiorentine più importanti al fianco delle fasce più deboli e chiediamo che Giani si faccia garante su questo patrimonio di welfare pubblico e non può essere esposto al rischio di essere declassato o cancellato".

Nel comunicato il parlamentare evidenzia presunte anomalie giuridiche e procedurali nella gestione del patrimonio dell’ente, chiedendo una "ricognizione straordinaria del patrimonio immobiliare dell’Ente e delle relative destinazioni d’uso" e la verifica "della legittimità delle procedure di locazione e alienazione attivate dall’Ente".

"Dall’esame della documentazione – continua il senatore Marcheschi – emergono infatti gravissime anomalie giuridiche e procedurali che la Regione, in quanto organo di vigilanza sul sistema integrato dei servizi sociali e sulle ex-IPAB, ha il dovere di accertare".

Tra le contestazioni indicate da Marcheschi ci sono la scelta dello strumento della locazione per un bene ritenuto patrimonio indisponibile, l’anomalia legata al Codice Identificativo Nazionale (CIN) dell’immobile di via Guelfa 81 e alcune contraddizioni nei contratti approvati dall’ente.

"Di fronte a questo quadro – conclude Marcheschi – il Presidente Giani non può limitarsi ad invitare l''inconsapevole' Sindaca Funaro a fare chiarezza, pretendiamo vista la gravità della questione che faccia adesso, quello che avrebbe già dovuto fare per legge: tutelare il patrimonio pubblico e le finalità sociali di quest’ultimo verificando le decisioni dell'ASP che con un Regolamento o una delibera furbetta, ha di fatto stracciato la finalità secolare di un Ente benefico".
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