Gli agricoltori parlano di «provvedimento fondamentale», Avs vota contro e accusa la maggioranza. Il M5S replica: «Noi ai tavoli, loro assenti»

Il nuovo Piano faunistico venatorio della Toscana continua a dividere la politica, mentre incassa il sostegno del mondo agricolo. Coldiretti Toscana lo definisce «un provvedimento fondamentale» per riportare equilibrio nei territori e contrastare i danni provocati dagli ungulati alle coltivazioni.

La presidente Letizia Cesani sottolinea come il Piano recepisca la richiesta di considerare le aree agricole non vocate alla presenza di fauna selvatica incompatibile con le attività produttive. «Gli ungulati hanno compromesso coltivazioni, investimenti e il lavoro di tanti imprenditori. La gestione della fauna non può più essere affrontata come un'emergenza, ma richiede una strategia strutturale», afferma.

Sul fronte politico, invece, resta la spaccatura del campo largo. In Consiglio regionale il Piano è stato approvato con il voto favorevole di Pd, Casa Riformista e Movimento 5 Stelle, mentre Alleanza Verdi e Sinistra ha votato contro insieme a Fratelli d'Italia e Forza Italia. L'assessore Alberto Lenzi (Avs) critica il testo: «Serviva il coraggio di rompere col passato e mettere al centro la tutela della biodiversità. Si è scelta invece la strada che continua a privilegiare l'interesse venatorio».

Alle critiche di Avs hanno replicato gli esponenti del Movimento 5 Stelle Luca Rossi Romanelli e Irene Galetti: «Capiamo che Avs voglia rivendicare una rappresentanza ambientalista, ma mentre noi abbiamo lavorato con le associazioni ai tavoli di confronto, loro sono sempre stati assenti».

Anche il Wwf esprime perplessità: pur riconoscendo alcuni miglioramenti, ritiene che il Piano non rappresenti il cambio di passo necessario per affrontare la crisi della biodiversità e limitare l'impatto dell'attività venatoria. Per Francesco Casini di Casa Riformista, invece, l'approvazione del documento «non è un punto di arrivo, ma l'inizio di una nuova fase». Lo scrive la Nazione.

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