L'esposto sul caso Montedomini, annunciato la scorsa settimana da Salviamo Firenze per viverci e firmato dall'avvocato Urbano Rosa, è stato depositato oggi per via telematica, poche ore dopo la conclusione dell'audizione del presidente dell'Asp, Maurizio Fritelli da parte della commissione controllo di Palazzo Vecchio. Un ricorso di 14 pagine con 30 allegati. A darne notizia è il portavoce del comitato, Massimo Torelli, che parla di "enorme caso di questione morale".
Nell'esposto, spiega, "oltre a ricostruire la vicenda abbiamo segnalato delle situazioni specifiche alla magistratura, sperando che le valuti meritevoli di attenzione". Tra queste, sottolinea, gli avvisi "che permettevano lo svolgimento di affitti brevi", con "scarsissima partecipazione", il dossier specifico "sulle assegnazioni di via Guelfa 83, il caso più rilevante, via Guelfa 81 e via Guelfa 77", quindi sugli alloggi di via Maccari 101 e 103 e infine "la mancata seduta pubblica per l'apertura delle buste e la mancata pubblicità delle assegnazioni e carenza di trasparenza".
Per Salviamo Firenze, "la questione non è solo sui 10 beni immobili legati agli affitti brevi", ma anche su tutto il resto, affinché venga valutato ""come Montedomini ha gestito il suo enorme patrimonio immobiliare". Con una domanda alla sindaca Funaro: "Perché preferisce tutelare Paccosi e Frittelli, da lei nominati nel consiglio d'indirizzo della Fondazione Cassa di risparmio?".
Per quanto riguarda Frittelli, invece, "domandiamo perché si trova ancora al suo posto dopo tutto quello che è emerso". Oggi il presidente di Montedomini ha confermato che chiederà un risarcimento danni per le offese ricevute. "Se parla di me e di noi - replica Torelli - può essere un'occasione per fare un'operazione trasparenza in pubblico. Saremmo felici di potere chiamare come persone informate Nardella, Renzi, Funaro, Paccosi, Frittelli, Gori e tanti altri fino a Fagnoni, i tecnici, i revisori, i cittadini un tempo negli immobili di Montedomini, i vari nominati in tanti enti e chi li ha nominati. Sono e siamo tranquilli".
Nell'esposto, spiega, "oltre a ricostruire la vicenda abbiamo segnalato delle situazioni specifiche alla magistratura, sperando che le valuti meritevoli di attenzione". Tra queste, sottolinea, gli avvisi "che permettevano lo svolgimento di affitti brevi", con "scarsissima partecipazione", il dossier specifico "sulle assegnazioni di via Guelfa 83, il caso più rilevante, via Guelfa 81 e via Guelfa 77", quindi sugli alloggi di via Maccari 101 e 103 e infine "la mancata seduta pubblica per l'apertura delle buste e la mancata pubblicità delle assegnazioni e carenza di trasparenza".
Per Salviamo Firenze, "la questione non è solo sui 10 beni immobili legati agli affitti brevi", ma anche su tutto il resto, affinché venga valutato ""come Montedomini ha gestito il suo enorme patrimonio immobiliare". Con una domanda alla sindaca Funaro: "Perché preferisce tutelare Paccosi e Frittelli, da lei nominati nel consiglio d'indirizzo della Fondazione Cassa di risparmio?".
Per quanto riguarda Frittelli, invece, "domandiamo perché si trova ancora al suo posto dopo tutto quello che è emerso". Oggi il presidente di Montedomini ha confermato che chiederà un risarcimento danni per le offese ricevute. "Se parla di me e di noi - replica Torelli - può essere un'occasione per fare un'operazione trasparenza in pubblico. Saremmo felici di potere chiamare come persone informate Nardella, Renzi, Funaro, Paccosi, Frittelli, Gori e tanti altri fino a Fagnoni, i tecnici, i revisori, i cittadini un tempo negli immobili di Montedomini, i vari nominati in tanti enti e chi li ha nominati. Sono e siamo tranquilli".
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