"Il presidente della Regione Giani, per giustificare il buco da 231 milioni di euro nei conti sanitari toscani del secondo trimestre 2026, confonde i tagli con gli sprechi. Probabilmente perché quel conto economico non lo ha nemmeno letto": Così il portavoce dell'opposizione in Consiglio regionale Toscana, Alessandro Tomasi, replica alle affermazioni del governatore secondo cui il centrodestra avrebbe una concezione aziendalista della sanità e vorrebbe soltanto tagliare risorse.
"Risponde a me ma tace di fronte ai sindaci del Casentino che da oltre quattro mesi gli hanno mandato un appello urgente per discutere le criticità della sanità territoriale. Tace di fronte alla comunità di San Marcello Pistoiese dove, non a caso, è stato fischiato. Non ha risposto agli operatori del pronto soccorso mentre denunciavano il taglio alle indennità fatto da questa Regione", insiste Tomasi.
"Con un debito che aumenta in modo drastico di anno in anno, viene il dubbio che i toscani paghino le tasse a causa della cattiva gestione regionale e del presidente, che ha aspettato mesi a nominare il direttore generale alla sanità solo perché non gli tornavano i conti sulle poltrone da assegnare".
Per il portavoce dell'opposizione anziché "riempirsi la bocca di sanità pubblica" "occorre che Giani guardi bene i bilanci, anche quelli intermedi che lui non considera e che noi invece leggiamo attentamente, senza aspettare di trovarsi a fine anno con 400 milioni di buco", perché "senza una pianificazione puntuale sugli affitti passivi pagati in giro per la Toscana, sulle alienazioni, sull'efficientamento delle strutture, sulle fughe fuori regione, il sistema non potrà reggere. Occorre una riorganizzazione della sanità a tutela delle aree interne. Forse - conclude - Giani non si è accorto che già più la metà dei toscani sono costretti a rivolgersi al privato perché non trovano posto nel pubblico per i controlli.
Occorre che il presidente pensi più ai servizi e meno alle poltrone da dare, e che amministri invece di fare l'influencer".
"Risponde a me ma tace di fronte ai sindaci del Casentino che da oltre quattro mesi gli hanno mandato un appello urgente per discutere le criticità della sanità territoriale. Tace di fronte alla comunità di San Marcello Pistoiese dove, non a caso, è stato fischiato. Non ha risposto agli operatori del pronto soccorso mentre denunciavano il taglio alle indennità fatto da questa Regione", insiste Tomasi.
"Con un debito che aumenta in modo drastico di anno in anno, viene il dubbio che i toscani paghino le tasse a causa della cattiva gestione regionale e del presidente, che ha aspettato mesi a nominare il direttore generale alla sanità solo perché non gli tornavano i conti sulle poltrone da assegnare".
Per il portavoce dell'opposizione anziché "riempirsi la bocca di sanità pubblica" "occorre che Giani guardi bene i bilanci, anche quelli intermedi che lui non considera e che noi invece leggiamo attentamente, senza aspettare di trovarsi a fine anno con 400 milioni di buco", perché "senza una pianificazione puntuale sugli affitti passivi pagati in giro per la Toscana, sulle alienazioni, sull'efficientamento delle strutture, sulle fughe fuori regione, il sistema non potrà reggere. Occorre una riorganizzazione della sanità a tutela delle aree interne. Forse - conclude - Giani non si è accorto che già più la metà dei toscani sono costretti a rivolgersi al privato perché non trovano posto nel pubblico per i controlli.
Occorre che il presidente pensi più ai servizi e meno alle poltrone da dare, e che amministri invece di fare l'influencer".
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