Dopo la tragedia di Campi Bisenzio il governatore rilancia controlli, formazione e prevenzione: “Dobbiamo fare ancora di più”

"Non possiamo rassegnarci e non ci rassegneremo": per la Giunta regionale toscana sicurezza e salute sul lavoro sono "una priorità" e "controlli, diffusione di buone pratiche (che ci sono) e formazione sono le leve su cui agire e continuare ad agite, tutti insieme". Così il governatore toscano Eugenio Giani dopo il nuovo incidente mortale sul lavoro verificatosi ieri in un'azienda di Capalle a Campi Bisenzio, definendo una "piaga" quella degli infortuni e dei morti sul lavoro.

"In questi anni le azioni messe in campo, dai controlli all'educazione ad una cultura della sicurezza, non sono mancate - evidenzia Giani -. Ogni incidente mortale suona come una sconfitta collettiva: di lavoro non si può morire. Aspettiamo che le autorità preposte chiariscano la dinamica dell'incidente. Dobbiamo comunque fare ancora di più, per aggredire la piaga degli infortuni e delle morti sul lavoro".

Nel piano per i prossimi cinque anni, dal 2026 al 2030, approvato da poche settimane la Regione continuerà a mantenere alto il numero di controlli e ispezioni, con obiettivi superiori a quelli stabiliti a livello nazionale. Proseguirà l'attività che riguarda formazione e informazione, perché "serve una maggiore e più diffusa cultura della sicurezza".

E lavorerà perché emergano buone pratiche e si diffondano, assistendo le imprese nel rendere i luoghi di lavoro più sicuri.

"Oggi però - si sofferma il presidente Giani - è anche il momento del dolore e voglio quindi far arrivare il mio cordoglio personale e quello dell'intera giunta alla famiglia di Kumara Gedera, il lavoratore originario della Sri Lanka e residente a Prato morto" nell'azienda di Capalle.
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