La stretta sugli studentati a Firenze nasce dalla volontà di governare le trasformazioni della città e tutelare la presenza di servizi. A ribadirlo è la sindaca Sara Funaro, che annuncia un confronto a breve con la maggioranza per definire le nuove regole: «Il ragionamento che abbiamo avviato è quello di lavorare per governare tutto il processo di cambiamenti, in particolar modo all’interno del direzionale nel piano operativo».
Due le questioni al centro dell'intervento. Da una parte la possibilità per gli studentati di svolgere attività turistico-ricettiva per 60 giorni all’anno, con regole che, spiega Funaro, «in alcuni casi non sono state rispettate». Dall'altra la possibilità per gli immobili direzionali di trasformarsi in studentati. «Dove c’è il direzionale possono esserci uffici, banche o altri tipi di servizi e noi vogliamo lavorare per il mantenimento dei servizi in città». Da qui la scelta di «bloccare i 60 giorni del turistico ricettivo e contemporaneamente inserire delle sottocategorie nel direzionale per decidere dove, quando e come possono essere fatti gli studentati».
Sul tavolo ci sono anche una revisione della percentuale di posti a canone calmierato e la possibilità di introdurre forme di co-housing per dare risposte anche ai lavoratori. «La nostra intenzione è quella di confrontarci con la maggioranza per un ampliamento e una revisione di queste regole. Per dirla in parole semplici, gli studentati devono fare gli studentati e devono dare risposte agli studenti della nostra città».
Funaro replica infine alle critiche di Dmitrij Palagi, secondo il quale le modifiche avrebbero potuto essere introdotte prima. «Si inseriscono le regole e si guarda se queste rispondono alle esigenze delle nuove trasformazioni in città. Oggi abbiamo un tema molto più forte legato agli studentati e alle trasformazioni, in passato lo era meno. Io penso che la politica possa andare di pari passo con le evoluzioni. A ogni epoca le sue risposte».
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