L’ordinanza regionale che tutela i lavoratori privati durante le ore di caldo estremo deve essere rispettata maggiormente e, in futuro, potrebbe essere estesa anche ai cantieri di pubblica utilità. A sostenerlo è l’assessore regionale al Lavoro Alberto Lenzi: «Sarebbe bello se fosse anche rispettata». Il problema principale riguarda i controlli, affidati agli ispettori statali e al personale delle Asl, che secondo l’assessore sono ancora troppo pochi rispetto al numero delle aziende.
La Regione, spiega Lenzi, ha portato a 6 milioni di euro le risorse destinate alle imprese per la formazione sulla sicurezza e avviato con l’Università di Siena un progetto pilota basato sull’intelligenza artificiale, con dispositivi capaci di segnalare situazioni di pericolo ai lavoratori. Strumenti ancora più importanti durante le ondate di calore, quando stanchezza e temperature elevate possono provocare un calo dell’attenzione.
L’obiettivo è però rendere strutturali le misure contro il caldo. «I cambiamenti climatici rendono questo caldo la nuova normalità», sottolinea Lenzi, annunciando che la Regione sta valutando di ampliare le tutele anche alle opere di pubblica utilità: «Vogliamo ampliare il diritto alla pausa nelle ore di caldo estremo a tutti i cantieri all’aperto». Un percorso complesso per la presenza di normative nazionali e per la necessità di conciliare eventuali lavori nelle prime ore del mattino con i limiti sul rumore.
«Attraverso il confronto vogliamo mettere in campo tutto quello che la Regione può fare, integrandolo con formazione e tecnologia – conclude Lenzi –. È un tema che sta diventando sistemico, non possiamo più trattare questo caldo come un episodio. Questo clima purtroppo è il futuro». Lo scrive il Corriere Fiorentino.
Condividi
Attiva i cookies













