Salviamo Firenze prepara un percorso alternativo

Il “percorso di informazione partecipata” che dal prossimo autunno accompagnerà la trasformazione delle ex Officine Grandi Riparazioni delle Fs avrà margini limitati per modificare il futuro progetto. A fare il punto è l’assessora all’Urbanistica Caterina Biti. Al momento un progetto complessivo ancora non esiste, fatta eccezione per quello relativo alle aree verdi elaborato dall’architetto Paolo Desideri e non ancora reso pubblico, che prevede anche tre ponti pedonali sul Fosso Macinante per collegare la zona della Leopolda alle Cascine.

Palazzo Vecchio ha chiesto alla proprietà, un fondo lussemburghese, particolare attenzione alla permeabilità con le Cascine e alla realizzazione di spazi pubblici, condivisi e gratuiti. Successivamente saranno affrontati anche i temi degli spazi commerciali, oggi carenti nella zona, e dell'eventuale realizzazione di un mercato. Sono già iniziati, intanto, gli incontri tecnici sulla futura strada: la Pistoiese-Manifattura Tabacchi dovrà infatti proseguire attraverso le ex Ogr fino alla Leopolda.

Resta aperta anche la questione delle altezze dei nuovi edifici. Secondo Biti, la politica può fornire indicazioni generali, mentre sarà la Soprintendenza a stabilire i limiti sulla base dei vincoli paesaggistici, tenendo conto anche dell’altezza dell’ex stazione Leopolda e della torre scenica del Teatro dell’Opera.

Quanto al percorso partecipativo, Biti spiega che servirà innanzitutto a illustrare lo stato dell’area, oggi completamente edificata e da bonificare. La proprietà è stata invitata dal Comune a tenere conto delle indicazioni emerse dal confronto e alcune proposte dei cittadini potrebbero essere accolte. Quando sarà disponibile un progetto consolidato, prima del passaggio in giunta e in Consiglio comunale, Palazzo Vecchio prevede ulteriori momenti di confronto con cittadini e associazioni.

Critico il comitato Salviamo Firenze: «Informare non è partecipare». A settembre il comitato lancerà un percorso alternativo dopo aver raccolto 4.500 firme contro la cementificazione dell’area. L’obiettivo dichiarato è elaborare una proposta “a cemento zero” per gli otto ettari delle ex Ogr, puntando su verde, cultura, servizi, sport, spazi sociali, recupero dei capannoni storici e funzioni pubbliche. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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