Confronto decisivo su tempi e durata del consolidamento

Un vertice tra Palazzo Vecchio e le ditte costruttrici per fare chiarezza sul futuro del ponte da Verrazzano. L’incontro potrebbe tenersi già mercoledì o giovedì dopo Ferragosto e servirà ad affrontare i punti più delicati della perizia “Val4”, firmata dall’ingegnere Giacomo Morano, oltre alle tempistiche dei lavori e alla progettazione esecutiva da completare nei prossimi due mesi.

Il nodo principale riguarda la durata del consolidamento. Le ditte vogliono capire se i circa sette mesi di interventi annunciati dal Comune garantiranno al ponte una vita in sicurezza di almeno altri 30-40 anni. Una questione centrale anche perché le imprese dovranno occuparsi della manutenzione dell’infrastruttura fino alla scadenza della concessione, prevista nel 2049, e probabilmente anche successivamente in caso di rinnovo.

La relazione di circa 200 pagine sullo stato del Verrazzano, secondo una prima valutazione effettuata per conto di Tram Spa, presenterebbe aspetti ancora da chiarire. In particolare, le ditte chiedono certezze sulle indagini effettuate e sul fatto che la perizia non indichi un numero preciso di anni di vita residua dopo il consolidamento. Dal Comune è stato spiegato che, garantendo nel tempo gli interventi di manutenzione previsti, non esiste una vera e propria “scadenza” del ponte. Il presidente del consorzio delle ditte, Fabrizio Bartaloni, chiederà però ulteriori garanzie per evitare che i lavori rappresentino soltanto una soluzione temporanea.

Dubbi anche sui tempi. Palazzo Vecchio prevede 210 giorni di cantiere, a partire da ottobre, per un costo stimato di circa 7 milioni di euro. Gli interventi comprenderanno rinforzi alle solette e ai giunti, nuovi tiranti, impermeabilizzazioni, alleggerimento delle quattro terrazze laterali e successiva posa dei binari. Per i tecnici delle ditte, completare tutto in sette mesi rappresenterebbe una tabella di marcia particolarmente impegnativa.

Resta poi aperto il caso delle quattro terrazze progettate da Leonardo Savioli, che complessivamente pesano circa 80 tonnellate. L’ipotesi è alleggerirle e sostituirle con elementi metallici, eliminandone però la funzione di affaccio panoramico. Firenze Democratica chiede l’intervento della Soprintendenza, mentre Fratelli d’Italia si dice favorevole alla loro eliminazione. Dal Pd, invece, arriva la precisazione che sulle terrazze non sarebbe stata ancora presa una decisione definitiva. Lo scrive Repubblica. 

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