«Abbiamo scelto di comunicare in anticipo alla città l’esito della perizia sul ponte da Verrazzano perché tante fake news rischiavano di allarmare la popolazione». L’assessore alla mobilità e alla tramvia Andrea Giorgio torna sulla Val4 che ha escluso la necessità di demolire il ponte e indicato circa sette mesi di lavori. Giorgio difende anche i tempi dell’analisi: negli anni sono state effettuate diverse campagne di indagine, mentre la Val4, spiega, doveva essere svolta prima del progetto esecutivo e sulla base di dati recenti. Effettuarla con il nuovo ponte Nencioni già aperto avrebbe inoltre evitato il rischio di mandare in crisi la viabilità qualora fosse stato necessario chiudere completamente il Verrazzano per ulteriori approfondimenti. La perizia sarà adottata dalla giunta e successivamente resa pubblica.
L’assessore esclude ritardi sull’entrata in esercizio della linea 3.2.1: «Abbiamo sempre detto che la tramvia sarebbe stata pronta nell’estate 2027. Promessa che vogliamo rispettare». Entro la fine dell’anno dovrebbero sparire i cantieri dai viali, da Gavinana e dal resto della tratta, fatta eccezione per il ponte. All'inizio del 2027 partiranno collaudi e prove sui tratti completati e sui nuovi tram, mentre già nelle prossime settimane sono previsti i primi test a Pian di Ripoli con i mezzi Hitachi. Una volta conclusi gli interventi sul Verrazzano, indicativamente a maggio, potrà iniziare il pre-esercizio sull’intera linea.
Nessun timore, secondo Giorgio, neppure per i finanziamenti Pnrr: a inizio agosto erano stati rendicontati 5,8 chilometri di binari posati, contro un obiettivo minimo di poco superiore ai due chilometri. Giovedì è previsto un incontro con le imprese per condividere i risultati della perizia e iniziare la progettazione degli interventi sul ponte. L'esecutivo procederà per stralci, in modo da avviare subito le opere preparatorie, senza necessità di una nuova gara. L’intenzione è partire già a settembre con demolizioni di marciapiedi, solette e asfalto.
Resta il nodo delle terrazze a sbalzo, indicate dalla perizia tra gli elementi critici per il peso che grava sulla struttura. Giorgio assicura il confronto con la Soprintendenza per individuare soluzioni capaci di alleggerire il ponte, anche attraverso materiali differenti e interventi sulle parti non funzionali. Infine un messaggio ai commercianti esasperati dai cantieri: «Li capisco». L’assessore ricorda i sei chilometri di binari realizzati in poco più di un anno e mezzo, insieme al nuovo ponte, al deposito e all’officina, sottolineando che progressivamente stanno tornando disponibili parcheggi e controviali. «I cantieri presto lasceranno spazio a marciapiedi e spazi riqualificati». Lo scrive la Nazione.
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