Montedomini, affitti brevi sotto la lente: verifiche su altre tre società

Non c’è soltanto via Guelfa 81. Il caso degli affitti brevi negli immobili di proprietà di Montedomini si allarga: Palazzo Vecchio ha avviato verifiche su altre tre società che gestiscono locazioni turistiche all’interno di strutture appartenenti all’Asp di via de’ Malcontenti.

Gli accertamenti, condotti dalle Direzioni Risorse finanziarie e Attività economiche, riguardano la posizione delle società e la documentazione presentata. Sotto esame ci sono dichiarazioni, autorizzazioni e soprattutto i requisiti necessari per ottenere e mantenere Cir, il Codice identificativo regionale, e Scia.

Se dovessero emergere irregolarità, il Comune potrebbe procedere alla revoca dei titoli, impedendo alle strutture interessate di continuare a ospitare turisti. Le eventuali società coinvolte avrebbero comunque la possibilità di rivolgersi al Tar contro i provvedimenti adottati dall’amministrazione.

Il caso più delicato rimane quello di via Guelfa 81, la struttura dalla quale è partita l’intera vicenda Montedomini. Il Cda dell’Asp ha affidato agli avvocati Duccio Maria Traina e Nicola Boschi l’incarico di analizzare bandi e contratti stipulati negli ultimi anni alla ricerca di eventuali illeciti. A fine mese è attesa la relazione dei legali con gli elementi raccolti.

Per le altre tre strutture, invece, l’esito dipenderà dalle verifiche sulla documentazione. Qualora fossero accertate dichiarazioni non corrispondenti alla realtà o altre violazioni, la vicenda potrebbe superare il piano amministrativo e aprire scenari anche di natura penale.

Il caso Montedomini si inserisce inoltre in un controllo più ampio deciso da Palazzo Vecchio sul sistema degli affitti brevi. Sotto la lente ci sono gli oltre 16mila Cir acquisiti nel Comune di Firenze. L’amministrazione inizialmente prevedeva controlli progressivi durante i tre anni di moratoria concessi dalla legge, ma la sindaca Sara Funaro e l’assessore alle Attività economiche Jacopo Vicini hanno deciso di accelerare.

«L’obiettivo è completare le verifiche nell’arco di pochi mesi», afferma Vicini. Palazzo Vecchio punta così a verificare quanti degli oltre 16mila codici siano effettivamente collegati ad attività regolari e quanti, invece, possano presentare anomalie o irregolarità. Il caso Montedomini potrebbe dunque rappresentare soltanto il primo capitolo di un controllo molto più ampio sul mercato degli affitti brevi fiorentino. Lo scrive la Nazione. 

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