Grasso commissario dal 1° settembre, ma non ha i requisiti per diventare direttore. Crescono le polemiche

Il futuro dell’Agenzia regionale di sanità della Toscana potrebbe decidersi il 15 settembre, quando le commissioni Bilancio e Salute del Consiglio regionale si riuniranno per modificare la legge che disciplina l’Ars, adeguandola alle indicazioni della Corte dei conti.

Dal 1° settembre, intanto, l'Agenzia sarà guidata come commissario straordinario da Giovanni Grasso, infermiere, presidente dell’Ordine degli infermieri di Arezzo ed ex candidato alle elezioni comunali nella lista Toscana Riformista, collegata al presidente della Regione Eugenio Giani.

Parallelamente alla modifica della legge, l’assessorato alla Salute starebbe valutando una riforma più profonda dell’Ars, mantenendone l’autonomia ma attribuendole anche nuove funzioni.

Uno dei nodi riguarda proprio il futuro di Grasso. Secondo quanto riportato, il commissario non avrebbe i requisiti per diventare direttore dell’Agenzia, essendo in possesso di una laurea triennale, mentre anche le nuove norme richiederebbero una laurea magistrale. Una possibilità sarebbe quindi quella di affidargli in futuro la presidenza dell’Ars, ruolo rimasto vacante durante la presidenza Giani.

La riforma prevista per settembre punta inoltre ad aumentare i poteri del presidente dell’Agenzia, che acquisirebbe la rappresentanza legale dell’ente. Spetterebbe al presidente firmare i contratti, approvare il fabbisogno del personale su proposta del direttore e nominare lo stesso direttore. La nomina del presidente resterebbe invece nelle mani del governatore.

Continuano nel frattempo le polemiche politiche sulla scelta di Grasso. Dopo le critiche del centrodestra, anche il Movimento 5 Stelle ha chiesto chiarimenti. «La direzione Ars è troppo importante per essere assegnata senza un confronto trasparente e improntato alla massima qualità della scelta: è necessario quindi chiarire che valutazioni e criteri abbiano condotto alla nomina di commissario», affermano i consiglieri Luca Rossi Romanelli e Irene Galletti insieme al coordinatore regionale Tommaso Pierazzi.

Critiche arrivano anche da Alternativa Comune di Arezzo, che solleva dubbi sui rapporti professionali di Grasso con l’imprenditore della sanità Stefano Tenti, chiedendo: «Come può essere un controllore imparziale?».

Sul caso interviene infine anche il sindacato dei medici Cimo: «È legittimo chiedersi se interrompere la consolidata tradizione di guida medico-scientifica dell’Ars rappresenti realmente un progresso o una scelta che rischia di modificarne l’identità».

Il passaggio del 15 settembre si annuncia dunque decisivo non soltanto per la struttura e i poteri dell’Agenzia, ma anche per chiarire quale sarà il ruolo futuro dello stesso Grasso. Lo scrive Repubblica. 

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