I sopralluoghi di Alberto Martini (Aria Nuova) riaccendono il dibattito sulla sicurezza. Il consigliere Luca Santarelli chiede chiarimenti urgenti a Palazzo Vecchio.

Le nuove corsie veicolari realizzate lungo viale Matteotti nell'ambito dei cantieri per la tramvia (Linea 3.2.1) finiscono al centro di un duro scontro tecnico e politico. Attraverso due video-sopralluoghi pubblicati sui canali social, Alberto Martini della lista Aria Nuova per Firenze ha documentato la larghezza effettiva della carreggiata destinata al traffico urbano e ai mezzi pubblici, mostrando rilevamenti che spaziano dai 2,77 metri iniziali fino a un punto critico di appena 2,51 metri. Una quota che appare nettamente inferiore rispetto ai limiti di sicurezza necessari per la circolazione dei bus di linea.

La vicenda ha immediatamente varcato le soglie di Palazzo Vecchio. Il consigliere Luca Santarelli (Gruppo Misto-Noi Moderati) ha raccolto le verifiche effettuate da Martini chiedendo un intervento immediato alla sindaca e alla giunta comunale. Al centro della contestazione vi è l'articolo 140 del Regolamento di attuazione del Codice della Strada: la norma fissa in 2,75 metri il modulo d'ordine minimo per le corsie stradali, consentendo una riduzione a 2,50 metri esclusivamente nelle aree di attestamento dei semafori o delle intersezioni, a patto che tali tratti non siano assolutamente percorsi da autobus o veicoli pesanti.

Considerando che i pullman del trasporto pubblico locale raggiungono per legge una larghezza standard di 2,55 metri (esclusi gli specchietti retrovisori), la presenza di un passaggio di soli 251 centimetri solleva gravi interrogativi sia sulla funzionalità della viabilità cittadina che sulla piena conformità delle opere eseguite rispetto ai disegni progettuali originali. L'opposizione chiede ora al Comune di Firenze di condurre una perizia tecnica ufficiale che chiarisca se la sagoma attuale sia a norma o se si tratti di un errore di cantiere da correggere con urgenza. Lo scrive La Firenze Che Vorrei. 

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