Le perizie per recuperare lo storico passaggio subalveo richiedono altri 180 mila euro. Le opposizioni attaccano Palazzo Vecchio sulla gestione della riva.


I tentativi di recuperare e riaprire lo storico tunnel subalveo che passa sotto l'Arno all'altezza della Pescaia di San Niccolò si scontrano con un imprevisto tecnico di non poco conto. Per accertare lo stato di salute della struttura e verificare se la galleria sia davvero agibile per un futuro utilizzo pubblico, si rende necessario un nuovo pacchetto di interventi dal valore superiore ai 180 mila euro. Tra le operazioni previste figura anche l'allestimento di un apposito "campo prove" per l'assistenza tecnica, che verrà posizionato sulla sponda destra del fiume.

Il piano d'azione ha già visto l'esecuzione di due immersioni esplorative, alle quali se ne aggiungerà una terza per procedere alla pulizia approfondita del passaggio, al taglio della vecchia tubatura in ghisa che ne occupa la sezione e al controllo della percorribilità fino al punto esatto in cui è stata riscontrata la perdita. L'iniziativa finisce però al centro di un duro attacco politico promosso dal consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune, Dmitrij Palagi, che contesta a Palazzo Vecchio la totale assenza di coinvolgimento del rione, del Quartiere 1 e delle commissioni consiliari competenti.

Nel mirino delle opposizioni vi è anche la gestione complessiva del demanio fluviale lungo le sponde cittadine. Palagi punta il dito contro la concessione da parte della Regione Toscana di aree golenali a scopo commerciale senza alcun passaggio preventivo con il Comune e i Quartieri. Come riportato in conclusione dalle pagine de la Repubblica, il consigliere sottolinea come la promessa della giunta di approvare un regolamento condiviso tra gli enti pubblici per la tutela e la valorizzazione del fiume stia finora rimanendo del tutto priva di applicazione concreta.

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