A vent’anni dalla morte, Oriana Fallaci continua a dividere Firenze, ma qualcosa potrebbe essere cambiato nel rapporto tra la città e una delle sue giornaliste e scrittrici più celebri. Ne è convinto Riccardo Nencini, presidente del Gabinetto Vieusseux ed ex presidente del Consiglio regionale, oltre che amico della Fallaci negli ultimi anni della sua vita.
Nencini sostiene l’appello sottoscritto da 331 persone, guidate dall’architetto Andrea Ragazzini, per trasformare e valorizzare il piazzale Oriana Fallaci accanto alla Fortezza da Basso, rendendolo un vero giardino e migliorandone anche la segnalazione. Un intervento auspicato in vista del 15 settembre, ventesimo anniversario della morte della scrittrice. «Credo che sarebbe la giusta continuazione dell’intitolazione di quello spazio alla Fortezza», afferma.
Per Nencini, la natura controversa della Fallaci non dovrebbe rappresentare un ostacolo. La chiave per comprenderla sarebbe piuttosto la sua costante volontà di prendere posizione nei momenti cruciali: dalla Resistenza alla battaglia sull’aborto, passando per il ruolo conquistato come inviata di guerra fino alle durissime posizioni assunte dopo l’11 settembre. Proprio sull’Islam, Nencini riconosce di aver giudicato allora «esagerata» la posizione dell’amica, mentre considera lungimiranti alcune delle sue riflessioni sull’Europa.
Il rapporto tra Fallaci e Firenze si era deteriorato soprattutto negli ultimi anni della sua vita, dalle polemiche sulla tenda somala in piazza Duomo nel 2000 fino a “La rabbia e l’orgoglio” e allo scontro legato al Social Forum del 2002. Una frattura particolarmente forte con una parte della sinistra fiorentina e mai completamente ricomposta.
A vent’anni di distanza, però, secondo Nencini ci sarebbero le condizioni per superare quella contrapposizione. «Adesso che la cronaca è diventata storia, dopo 20 anni, mi pare che ci siano gli estremi per cambiare passo». Sono già in corso contatti con Regione Toscana e Comune di Firenze per organizzare iniziative in occasione dell’anniversario, con il possibile coinvolgimento anche del Comune di Milano. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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