Crescono le polemiche sulla decisione del presidente della Toscana Eugenio Giani di nominare Giovanni Grasso commissario dell’Ars, l’Agenzia regionale di sanità. Dopo le accuse del centrodestra, i dubbi emersi nella maggioranza e le critiche di alcune sigle sindacali, contro la scelta prendono posizione anche tutti gli Ordini provinciali dei medici chirurghi e degli odontoiatri della Toscana.
I dieci presidenti esprimono «forti perplessità e profonda preoccupazione», precisando che la questione non riguarda il valore personale di Grasso, infermiere ed ex capolista di Casa Riformista alle comunali di Arezzo, ma l'adeguatezza del profilo rispetto alla natura tecnico-scientifica dell'Ars. Secondo gli Ordini, dal curriculum non emergerebbero in maniera sufficiente formazione ed esperienza coerenti con le funzioni dell'Agenzia. «I medici toscani non approvano né il metodo né il merito di tale scelta», affermano.
Critiche anche dall’Intersindacale della Dirigenza dell’Area Sanità Toscana, secondo cui le modalità della nomina rischiano di indebolire l'autorevolezza dell'Ars. La richiesta è quella di individuare per enti di questa natura candidati tecnici attraverso procedure trasparenti e sulla base di una comprovata esperienza professionale.
Lo scontro arriva anche sul terreno politico. Giulio Sottanelli di Azione chiede a Giani di chiarire se l'attuale commissariamento possa anticipare una futura nomina di Grasso alla presidenza dell'Ars. Ancora più netto Paolo Malacarne, coordinatore del gruppo sanità di Sinistra Civica Ecologista ed ex primario, che definisce la scelta «immotivata, ingiustificata e quindi indifendibile», chiedendo un confronto all'interno della maggioranza regionale. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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