"La mancata riconferma di Marco Carrai alla presidenza della Fondazione Meyer è una vergognosa epurazione di stampo comunista, ci ricorda le campagne di rimozione forzata, arresto o esilio di oppositori politici, dissidenti e membri interni ritenuti infedeli, messe in atto dai regimi di ispirazione marxista-leninista". Sono le parole del capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale della Toscana Marco Stella sull'ipotesi della non riconferma di Carrai al vertice della Fondazione.
"La mossa decisa dal governatore Eugenio Giani, annunciata in piena campagna elettorale, è un dazio pagato al Movimento 5 Stelle e ad Avs, una vergogna per la Toscana dei diritti", prosegue Stella, secondo cui "Carrai viene cacciato soltanto perché è console onorario di Israele, evidentemente una grave colpa per quella sinistra che - accusa Stella - innalza la bandiera pro-Pal, facendone una questione ideologica addirittura a livello territoriale". "Forza Italia - commenta - non ha mai nascosto di contestare le politiche del governo Netanyahu, ma ciò non toglie l'assurdità della scelta di Giani, sempre più mero esecutore dei desiderata del Movimento 5 Stelle".
Stella stigmatizza poi "il silenzio dei sedicenti moderati di sinistra, per i quali evidentemente il coraggio non è di casa" e chiede a Luigi Salvadori, ex presidente di Confindustria Firenze e Fondazione Cr Firenze nome che pare indicato per la successione, "di non accettare l'incarico, conosciamo la sua storia, i suoi valori liberali e la sua correttezza, se dovesse accettare sarebbe complice di questa vergognosa epurazione".
"La mossa decisa dal governatore Eugenio Giani, annunciata in piena campagna elettorale, è un dazio pagato al Movimento 5 Stelle e ad Avs, una vergogna per la Toscana dei diritti", prosegue Stella, secondo cui "Carrai viene cacciato soltanto perché è console onorario di Israele, evidentemente una grave colpa per quella sinistra che - accusa Stella - innalza la bandiera pro-Pal, facendone una questione ideologica addirittura a livello territoriale". "Forza Italia - commenta - non ha mai nascosto di contestare le politiche del governo Netanyahu, ma ciò non toglie l'assurdità della scelta di Giani, sempre più mero esecutore dei desiderata del Movimento 5 Stelle".
Stella stigmatizza poi "il silenzio dei sedicenti moderati di sinistra, per i quali evidentemente il coraggio non è di casa" e chiede a Luigi Salvadori, ex presidente di Confindustria Firenze e Fondazione Cr Firenze nome che pare indicato per la successione, "di non accettare l'incarico, conosciamo la sua storia, i suoi valori liberali e la sua correttezza, se dovesse accettare sarebbe complice di questa vergognosa epurazione".
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