Lunedì scade il termine per le richieste, ma Comune e Soprintendenza devono ancora definire i progetti per Pitti, Signoria, Santa Maria Novella e Repubblica

Si chiude lunedì il termine fissato da Palazzo Vecchio per presentare le domande relative ai nuovi dehors. Resta però ancora aperta la definizione delle regole per quattro piazze storiche: Pitti, Signoria, Santa Maria Novella e Repubblica. Comune e Soprintendenza valuteranno insieme i progetti presentati prima di stabilire le disposizioni definitive.

In piazza Pitti dovrebbe essere confermato l’assetto attuale, con la possibilità di alzare durante l’inverno le pareti laterali fino a 1,80 metri. Alcuni tavolini vicini al telepass potrebbero però dover essere spostati. In piazza della Signoria resteranno le strutture esistenti, integrate con piante e colori uniformi per tende e arredi. Sul lato di via Vacchereccia non saranno invece consentiti gli ombrelloni.

Più complessa la situazione in Santa Maria Novella, dove il progetto unitario degli esercenti sarà esaminato a metà settembre: i dehors vicini a via degli Avelli e alla Basilica potrebbero perdere pedane e tende. In piazza della Repubblica si attende il progetto definitivo. I marciapiedi davanti a Gilli e Paszkowski saranno liberati, mentre sul lato opposto restano tensioni sulla riduzione degli spazi necessaria per garantire due metri tra le strutture. Il Comune vorrebbe completare il riassetto entro novembre, ma gli esercenti chiedono di rinviare a febbraio.

Secondo le prime stime, le domande di rinnovo sarebbero circa 900, a fronte dei 1.200 dehors presenti nel centro storico. Sul calo potrebbero aver inciso il caldo estremo, le nuove distanze da telepass e passi carrabili e l’obbligo del consenso condominiale per le strutture a ridosso degli edifici.

L’assessore allo Sviluppo economico Jacopo Vicini sottolinea l’obiettivo di «restituire maggiore ordine, uniformità e qualità agli spazi pubblici». Confcommercio evidenzia invece le difficoltà dell’estate e avrebbe preferito spostare la scadenza delle domande a novembre. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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