«Quanto sta emergendo sul caso Autistici/Inventati è di una gravità inaudita e non può essere liquidato con qualche imbarazzata alzata di spalle. Parliamo di un collettivo che il Dipartimento di Stato americano ha inserito nell’elenco delle organizzazioni terroristiche globali e che, secondo quanto riportato dalla stampa, raccoglierebbe fondi attraverso un’associazione della quale risulta segretario Paolo De Rosa: un funzionario della Commissione europea che si occupa di uno dei dossier più sensibili in assoluto, quello dell’identità digitale dei cittadini europei.
Qui non si tratta più di simpatie politiche o di frequentazioni discutibili: si tratta di sicurezza, affidabilità delle istituzioni e tutela dei dati di centinaia di milioni di europei. La Commissione europea deve chiarire immediatamente cosa sapesse, se abbia effettuato tutte le verifiche necessarie e soprattutto se ritenga compatibile una situazione del genere con incarichi di tale delicatezza.
E anche il Partito Democratico dovrebbe spiegare qualcosa, visto che De Rosa è stato inserito nel gruppo di lavoro sulle politiche digitali e l’innovazione voluto dalla segreteria Schlein. La sinistra, sempre pronta a distribuire patenti di democrazia agli altri, oggi farebbe bene a rispondere nel merito invece di minimizzare.
Non lanciamo sentenze nei confronti di nessuno: pretendiamo fatti, verifiche e risposte. Ma quando anche soltanto l’ombra di un’organizzazione colpita dagli Stati Uniti per terrorismo arriva a lambire chi lavora sull’identità digitale europea, non esistono zone grigie accettabili. Su una vicenda del genere bisogna andare fino in fondo, senza sconti per nessuno».
Così Francesco Torselli, parlamentare europeo di FdI-ECR e relatore ombra su diversi file riguardanti il tema della sicurezza digitale e delle comunicazioni in Europa.
Qui non si tratta più di simpatie politiche o di frequentazioni discutibili: si tratta di sicurezza, affidabilità delle istituzioni e tutela dei dati di centinaia di milioni di europei. La Commissione europea deve chiarire immediatamente cosa sapesse, se abbia effettuato tutte le verifiche necessarie e soprattutto se ritenga compatibile una situazione del genere con incarichi di tale delicatezza.
E anche il Partito Democratico dovrebbe spiegare qualcosa, visto che De Rosa è stato inserito nel gruppo di lavoro sulle politiche digitali e l’innovazione voluto dalla segreteria Schlein. La sinistra, sempre pronta a distribuire patenti di democrazia agli altri, oggi farebbe bene a rispondere nel merito invece di minimizzare.
Non lanciamo sentenze nei confronti di nessuno: pretendiamo fatti, verifiche e risposte. Ma quando anche soltanto l’ombra di un’organizzazione colpita dagli Stati Uniti per terrorismo arriva a lambire chi lavora sull’identità digitale europea, non esistono zone grigie accettabili. Su una vicenda del genere bisogna andare fino in fondo, senza sconti per nessuno».
Così Francesco Torselli, parlamentare europeo di FdI-ECR e relatore ombra su diversi file riguardanti il tema della sicurezza digitale e delle comunicazioni in Europa.
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