"Il nostro obiettivo è trovare un equilibrio" - afferma Claudia Sereni

Semplificare l'azione di tutela del paesaggio, calibrando il dispositivo di vincolo in modo da evitare un eccessivo aumento dei procedimenti amministrativi - con le conseguenti difficoltà gestionali che questo comporterebbe -, e da alleggerire gli adempimenti da parte dei cittadini. Questo lo scopo delle osservazioni presentate alla Soprintendenza dalla sindaca di Scandicci Claudia Sereni, con la consulenza dell'ufficio urbanistica del Comune, nell'ambito della procedura avviata dalla stessa Soprintendenza per l'apposizione di un vincolo di tutela indiretta sull'area circostante il complesso dell'Abbazia di San Salvatore e San Lorenzo a Settimo.

    Il documento messo a punto dall'Amministrazione propone alla Soprintendenza di individuare alcuni interventi minori che, "in quanto sostanzialmente irrilevanti rispetto alla finalità di tutela, possano essere sottratti al regime autorizzativo istituito con il provvedimento di vincolo". In questo modo, si legge, sarebbe possibile agevolare "le piccole iniziative di gestione del patrimonio edificato da parte di cittadini e operatori economici", sottraendole alla necessità di avere un via libera da parte della Soprintendenza.

"Il nostro obiettivo è trovare un equilibrio - afferma la sindaca Claudia Sereni -: proteggere il valore storico e paesaggistico di un'area importante come quella dell'Abbazia di San Salvatore e San Lorenzo a Settimo, senza creare inutili complicazioni per chi deve semplicemente occuparsi della propria casa. Pensiamo, ad esempio, a un cittadino che voglia ridipingere una ringhiera, fare una piccola manutenzione o intervenire su un elemento secondario dell'edificio: per interventi di questo tipo, che non incidono sulle ragioni della tutela, chiediamo che non sia necessario passare attraverso un'autorizzazione della Soprintendenza". Tra gli interventi che si chiede di sottrarre al regime autorizzativo, si va da quelli per l'eliminazione delle barriere architettoniche alla sostituzione o messa a dimora di alberi e arbusti, in aree pubbliche o private, a installazioni esterne poste a corredo di attività economiche quali esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, attività commerciali, turistico ricettive, sportive o del tempo libero.
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