A Palazzo Vecchio Caterina Arciprete, Vincenzo Pizzolo e Giovanni Graziani a proposito del Consiglio comunale di oggi incentrato su Montedomini

"Dal 2024 gli indirizzi di questa amministrazione sulla gestione degli affitti brevi sono netti e, come ribadito anche oggi dalla sindaca Funaro, non c'è alcuna volontà di fare passi indietro. Montedomini rappresenta un patrimonio importante della città e svolge una funzione sociale fondamentale". E' quanto hanno dichiarato i consiglieri di Avs-Ecolò a Palazzo Vecchio Caterina Arciprete, Vincenzo Pizzolo e Giovanni Graziani a proposito del Consiglio comunale di oggi incentrato su Montedomini.

    "Sul passato in coerenza con le nostre posizioni politiche, non condividiamo le scelte compiute nella gestione del patrimonio immobiliare dell'ente - hanno aggiunto -. La finalità sociale degli introiti può rappresentare un elemento di valutazione, ma non può trasformarsi in un alibi: il fine non giustifica il mezzo. Noi però vogliamo guardare avanti. Vogliamo lavorare al rilancio di Montedomini, delle sue attività e della sua funzione sociale, dando nuovi indirizzi alla gestione del patrimonio affinché possa diventare, in sinergia con il Comune, uno degli strumenti attraverso cui affrontare il tema abitativo della città. Per farlo è necessario innovare la governance dell'ente, così che gli indirizzi politici dell'amministrazione trovino piena coerenza nelle scelte sulla gestione del patrimonio e dei servizi di Montedomini, così come deve avvenire per le altre società, fondazioni e partecipate del Comune".

    "In questa direzione riteniamo prioritari alcuni interventi: procedere ad un'internalizzazione, valorizzare il patrimonio di Sant'Agnese destinandolo a finalità sociali e procedere alla riscrittura del regolamento sulla gestione del patrimonio, aggiornandolo agli indirizzi politici e alle esigenze della città", hanno concluso. Da parte della maggioranza ci sono state anche critiche dopo che, su un ordine del giorno che chiedeva il rinnovo della governance dell'Asp Firenze Montedomini, il capogruppo del M5s Lorenzo Masi ha chiesto il voto segreto. "Un tentativo maldestro - ha commentato Enrico Conti del Pd - di mascherare le divisioni dell'opposizione, che si sono palesate subito dopo, al momento del voto, con buona parte dei consiglieri di opposizione, firmatari e non, usciti dall'aula".
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