Firenze e Prato lavorano al riassetto della multiutility. Perra dovrebbe restare presidente, mentre per Estra si va verso la conferma di Macrì

È partita la ricerca del nuovo amministratore delegato di Plures, la multiutility nata dalla trasformazione di Alia. I cacciatori di teste sono già al lavoro, mentre i principali Comuni soci, Firenze e Prato, si riservano la possibilità di individuare autonomamente il profilo più adatto. Salvo colpi di scena, il nuovo dirigente prenderà il posto di Alberto Irace, da tempo contestato sia da una parte del Pd vicina a Elly Schlein sia da alcuni esponenti del centrodestra.

Prima della nomina sarà però necessario rinnovare l’intero consiglio di amministrazione, attualmente composto da dieci membri. Il passaggio è reso più delicato dai cambiamenti avvenuti nei consigli comunali e tra i sindaci di riferimento. Spetterà formalmente al nuovo Cda scegliere l’amministratore delegato.

L’ultima assemblea dei soci, riunita a giugno, aveva rinviato ogni decisione al 30 settembre, ma l’appuntamento non è ancora stato convocato. L’obiettivo è comunque accelerare per garantire stabilità a un gruppo da 2,3 miliardi di euro di ricavi, chiamato ad affrontare partite decisive: il futuro della gestione pubblica dell’acqua, il contenzioso con Acea e l’aumento del 6% della tariffa dei rifiuti.

Nelle scorse settimane era circolato il nome di Lorenzo Perra come possibile successore di Irace. L’ipotesi appare però sempre meno praticabile: l’ex assessore al Bilancio del Comune di Firenze, considerato vicino alla giunta di Palazzo Vecchio, dovrebbe essere confermato alla presidenza di Plures.

Il riassetto coinvolge anche Estra, la società energetica del gruppo che opera sul mercato libero. Plures avrebbe chiesto di rinviare anche l’assemblea di questa partecipata, in modo da definire prima la propria governance. Per la presidenza di Estra prende quota la conferma di Francesco Macrì, nel frattempo nominato presidente di Leonardo, mentre Nicola Ciolini potrebbe restare amministratore delegato.

Macrì era stato indicato grazie all’intesa tra gli allora sindaci di Firenze, Prato e Arezzo, Dario Nardella, Matteo Biffoni e Alessandro Ghinelli. Oggi gli equilibri politici sono cambiati, ma i patti parasociali tra Siena, Arezzo e Prato sembrano rendere probabile la continuità ai vertici della società.

Sul piano industriale, Plures ha intanto ottenuto una vittoria nella causa contro Acque Blu Fiorentine, controllata da Acea e titolare del 40% di Publiacqua. La sentenza del Tribunale di Firenze porterebbe la partecipazione pubblica nel gestore idrico al 98%, a fronte di un corrispettivo di circa 122 milioni di euro. Acea ha però presentato ricorso e si attende il giudizio di merito in appello.

Parallelamente dovrà essere definita la nuova gestione dell’acqua, la cui concessione è in proroga da due anni e scadrà nel gennaio 2027. Tra le ipotesi resta la costituzione di una nuova società interamente pubblica. Sul fronte finanziario, infine, dovrà essere formalizzato nel nuovo statuto l’abbandono definitivo del progetto di quotazione in Borsa.

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