Firenze si mobilita per ricordare Lorena Isceri, la 45enne uccisa dall’ex compagno Federico Vella e gettata da un viadotto dell’A1 nel territorio di Barberino di Mugello. Stasera alle 21, in via Panciatichi all’angolo con via Antognoli, istituzioni, associazioni e cittadini parteciperanno a un presidio contro i femminicidi e in solidarietà con la famiglia della donna.
«Il femminicidio di Lorena Isceri è una tragedia che ha scosso l’intera città», ha scritto la sindaca Sara Funaro annunciando l’iniziativa. «Non possiamo e non dobbiamo abituarci a queste tragedie, né accettare che vengano ridotte a una fatalità. Dobbiamo dirlo con forza e chiarezza: non è gelosia, non è passione, non è amore. L’ossessione, la pretesa di possesso e la violenza distruggono la vita delle donne».
Al presidio parteciperanno anche le sindache di Perugia e Bergamo, Vittoria Ferdinandi ed Elena Carnevali, insieme ai rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni. L’iniziativa arriva dopo l’appello del padre di Lorena, che ha chiesto alla politica interventi concreti e condivisi contro la violenza sulle donne, suscitando le reazioni, tra gli altri, di Giorgia Meloni ed Elly Schlein.
Intanto la Squadra mobile continua a ricostruire quanto accaduto giovedì. Secondo i primi accertamenti, Vella avrebbe acquistato la mattina stessa alcuni oggetti poi utilizzati per immobilizzare e sequestrare l’ex compagna. Nell’auto sarebbero stati trovati anche un telo e un martello: elementi che rafforzano l’ipotesi della premeditazione.
Durante il sequestro Lorena era riuscita a chiamare il 112 dal bagagliaio, rimanendo al telefono con la polizia per circa venti minuti. Quando l’uomo si sarebbe accorto della telefonata, la donna avrebbe tentato di calmarlo per salvarsi. Vella ha poi raggiunto il viadotto dell’Autosole, dove ha ucciso la 45enne e si è tolto la vita dopo una trattativa durata circa 40 minuti con gli agenti della Polizia stradale.
L’autopsia dovrà stabilire se Lorena sia morta a causa della caduta o prima. Accertamenti medico-legali saranno eseguiti anche sul corpo di Vella, per verificare l’eventuale assunzione di psicofarmaci. La Procura ha nominato come consulenti Elisa Ferri e Beatrice Defraia.
Sulla diffusione del filmato registrato dalle bodycam degli agenti sono intervenuti anche l’Ordine dei giornalisti e l’Associazione Stampa Toscana. Le due organizzazioni hanno espresso «preoccupazione» per le telefonate che alcuni cronisti avrebbero ricevuto con l’invito a non pubblicare o a rimuovere il video. La successiva trasmissione delle immagini da parte dei telegiornali nazionali rappresenterebbe, secondo Odg e Ast, «una disparità di trattamento grave e non accettabile». Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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