"Quello che è avvenuto è una tragedia enorme: mi domando quanto ancora dovremo riempire le piazze per far capire che il femminicidio è un'emergenza nazionale, perché è un tema che mai come ora è stato così importante". Lo ha affermato Cristina Manetti, assessora alla cultura della Regione Toscana, a proposito dell'uccisione di Lorena Isceri da parte del suo ex compagno.
"E' importante non abbassare mai la guardia", ha aggiunto, parlando a margine dell'inaugurazione della mostra 'Toscana. Architetture 2000-2025'. "E' importante - ha proseguito - contrastare anche quelli che sono atteggiamenti tipici del patriarcato, o di chi anche nella politica cavalca questo tipo di attenzione, penso a Vannacci" che "voleva abolire il reato di femminicidio e promuove il 'patriarcato mediterraneo'. Penso che personaggi di questo tipo, all'indomani dell'ennesimo brutale femminicidio, si debbano porre una domanda, perché per prendere il consenso di una parte non possono cavalcare un tema che è un'emergenza nazionale. Dovrebbero veramente smettere di andare avanti per propaganda e affrontare il tema come si deve".
Secondo Manetti "dobbiamo continuare a lavorare come stiamo facendo, ad esempio, come Regione Toscana, cioè lavorare a questo cambio culturale. Da tanti anni ormai porto avanti il progetto della Toscana delle donne, per mettere al centro il tema dei diritti delle donne e anche il contrasto alla violenza di genere al centro dell'opinione pubblica, del dibattito, del confronto. Sicuramente è molto importante la formazione, lavorare sull'educazione, entrare nelle scuole. Io sono fortemente a favore dell'educazione sessuo-affettiva perché noi dobbiamo parlare ai ragazzi e insegnare loro a gestire le proprie emozioni, a gestire un rifiuto e a stare insieme".
"E' importante non abbassare mai la guardia", ha aggiunto, parlando a margine dell'inaugurazione della mostra 'Toscana. Architetture 2000-2025'. "E' importante - ha proseguito - contrastare anche quelli che sono atteggiamenti tipici del patriarcato, o di chi anche nella politica cavalca questo tipo di attenzione, penso a Vannacci" che "voleva abolire il reato di femminicidio e promuove il 'patriarcato mediterraneo'. Penso che personaggi di questo tipo, all'indomani dell'ennesimo brutale femminicidio, si debbano porre una domanda, perché per prendere il consenso di una parte non possono cavalcare un tema che è un'emergenza nazionale. Dovrebbero veramente smettere di andare avanti per propaganda e affrontare il tema come si deve".
Secondo Manetti "dobbiamo continuare a lavorare come stiamo facendo, ad esempio, come Regione Toscana, cioè lavorare a questo cambio culturale. Da tanti anni ormai porto avanti il progetto della Toscana delle donne, per mettere al centro il tema dei diritti delle donne e anche il contrasto alla violenza di genere al centro dell'opinione pubblica, del dibattito, del confronto. Sicuramente è molto importante la formazione, lavorare sull'educazione, entrare nelle scuole. Io sono fortemente a favore dell'educazione sessuo-affettiva perché noi dobbiamo parlare ai ragazzi e insegnare loro a gestire le proprie emozioni, a gestire un rifiuto e a stare insieme".
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