Una legge quadro, ribattezzata 'Toscana delle donne', dove riunire in una cornice organica le politiche della Regione su parità di genere, contrasto alla violenza, passando per lavoro, istruzione, cultura, sport e sensibilizzazione. Il nuovo testo, che punta a superare le due principali leggi in materia (la legge regionale 16/2009 sulla cittadinanza di genere e la legge regionale 59/2007 'Norme contro la violenza di genere') è stato annunciato oggi dall'assessora regionale alle pari opportunità Cristina Manetti a margine della visita alla Centrale unica di risposta 112 di Firenze.
"Stiamo arrivando finalmente a una legge quadro - ha detto Manetti - che riunirà tutto ciò che riguarda la parità di genere e le politiche rivolte alle donne. Supereremo le due leggi regionali sulla cittadinanza di genere e sul contrasto alla violenza di genere: saranno formalmente abrogate, ma i loro contenuti non andranno perduti. Al contrario, rivivranno rafforzati e aggiornati all'interno di un unico contenitore, insieme a tutte le azioni che la Regione porta avanti trasversalmente attraverso i diversi assessorati".
Accanto agli ambiti già disciplinati, entreranno nella nuova cornice settori come istruzione, cultura e sport, insieme alla valorizzazione di esperienze consolidate in Toscana come il Codice rosa e alle attività di comunicazione e sensibilizzazione. "Vogliamo costruire uno strumento innovativo - ha aggiunto Manetti - che faccia delle politiche per le donne una responsabilità trasversale dell'intera Regione. Mettere tutto all'interno di una stessa cornice significa coordinare meglio gli interventi, renderli più leggibili e soprattutto più efficaci. Vogliamo accompagnare la crescita, l'autonomia e la valorizzazione delle donne nei diversi ambiti della vita e, allo stesso tempo, rendere ancora più forte e incisiva l'azione di prevenzione e contrasto alla violenza di genere".
La proposta toscana si inserisce nel percorso avviato anche da altre Regioni, a partire dall'Emilia-Romagna, che nel 2014 si è dotata di una normativa organica sulla parità e contro le discriminazioni di genere.
"Stiamo arrivando finalmente a una legge quadro - ha detto Manetti - che riunirà tutto ciò che riguarda la parità di genere e le politiche rivolte alle donne. Supereremo le due leggi regionali sulla cittadinanza di genere e sul contrasto alla violenza di genere: saranno formalmente abrogate, ma i loro contenuti non andranno perduti. Al contrario, rivivranno rafforzati e aggiornati all'interno di un unico contenitore, insieme a tutte le azioni che la Regione porta avanti trasversalmente attraverso i diversi assessorati".
Accanto agli ambiti già disciplinati, entreranno nella nuova cornice settori come istruzione, cultura e sport, insieme alla valorizzazione di esperienze consolidate in Toscana come il Codice rosa e alle attività di comunicazione e sensibilizzazione. "Vogliamo costruire uno strumento innovativo - ha aggiunto Manetti - che faccia delle politiche per le donne una responsabilità trasversale dell'intera Regione. Mettere tutto all'interno di una stessa cornice significa coordinare meglio gli interventi, renderli più leggibili e soprattutto più efficaci. Vogliamo accompagnare la crescita, l'autonomia e la valorizzazione delle donne nei diversi ambiti della vita e, allo stesso tempo, rendere ancora più forte e incisiva l'azione di prevenzione e contrasto alla violenza di genere".
La proposta toscana si inserisce nel percorso avviato anche da altre Regioni, a partire dall'Emilia-Romagna, che nel 2014 si è dotata di una normativa organica sulla parità e contro le discriminazioni di genere.
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