Paolo Vanoli ha già vinto al Franchi, superando il Pisa in Coppa Italia. Quella contro il Napoli sarà però la sua prima partita casalinga di campionato e lo inserirà immediatamente dentro due serie particolarmente negative.
La Fiorentina ha perso entrambe le gare interne disputate in Serie A: 3-0 contro il Frosinone e 2-1 con il Torino. Il cambio in panchina ha prodotto due vittorie consecutive, ma il successo di Venezia è arrivato in trasferta e quello sul Pisa contro una formazione di Serie B ampiamente modificata.
Il Napoli rappresenta un ostacolo molto più attendibile per misurare quanto sia cambiato il rapporto tra la squadra e il proprio stadio. La Fiorentina ha vinto soltanto uno degli ultimi diciassette confronti casalinghi di campionato con gli azzurri: il 3-0 dell’aprile 2018, firmato dalla tripletta di Giovanni Simeone.
Il dato più recente è ancora più severo. Il Napoli ha conquistato gli ultimi quattro scontri diretti di Serie A, tra Firenze e il Maradona. Soltanto tra il 1988 e il 1990, nell’epoca di Maradona, era riuscito a battere i viola cinque volte consecutive.
Vanoli dovrà soprattutto evitare che il peso della serie condizioni l’inizio della partita. Nelle sconfitte contro Frosinone e Torino la Fiorentina ha concesso troppo dopo avere perso il controllo emotivo della gara. Contro il Napoli, una partenza eccessivamente aggressiva potrebbe offrire a Lobotka e compagni gli spazi per superare la pressione.
Il Franchi può tornare a essere un vantaggio soltanto se la squadra saprà alimentarlo senza farsi trascinare dalla fretta. Serviranno intensità, ma anche la capacità di accettare fasi nelle quali gli azzurri controlleranno il pallone.
La vittoria sul Pisa ha interrotto la serie negativa interna complessiva e consegnato la prima porta inviolata della stagione. Domenica il livello dell’esame sarà differente: Vanoli dovrà dimostrare che la svolta non riguarda soltanto i risultati, ma anche la capacità della Fiorentina di tornare affidabile davanti al proprio pubblico.
La Fiorentina ha perso entrambe le gare interne disputate in Serie A: 3-0 contro il Frosinone e 2-1 con il Torino. Il cambio in panchina ha prodotto due vittorie consecutive, ma il successo di Venezia è arrivato in trasferta e quello sul Pisa contro una formazione di Serie B ampiamente modificata.
Il Napoli rappresenta un ostacolo molto più attendibile per misurare quanto sia cambiato il rapporto tra la squadra e il proprio stadio. La Fiorentina ha vinto soltanto uno degli ultimi diciassette confronti casalinghi di campionato con gli azzurri: il 3-0 dell’aprile 2018, firmato dalla tripletta di Giovanni Simeone.
Il dato più recente è ancora più severo. Il Napoli ha conquistato gli ultimi quattro scontri diretti di Serie A, tra Firenze e il Maradona. Soltanto tra il 1988 e il 1990, nell’epoca di Maradona, era riuscito a battere i viola cinque volte consecutive.
Vanoli dovrà soprattutto evitare che il peso della serie condizioni l’inizio della partita. Nelle sconfitte contro Frosinone e Torino la Fiorentina ha concesso troppo dopo avere perso il controllo emotivo della gara. Contro il Napoli, una partenza eccessivamente aggressiva potrebbe offrire a Lobotka e compagni gli spazi per superare la pressione.
Il Franchi può tornare a essere un vantaggio soltanto se la squadra saprà alimentarlo senza farsi trascinare dalla fretta. Serviranno intensità, ma anche la capacità di accettare fasi nelle quali gli azzurri controlleranno il pallone.
La vittoria sul Pisa ha interrotto la serie negativa interna complessiva e consegnato la prima porta inviolata della stagione. Domenica il livello dell’esame sarà differente: Vanoli dovrà dimostrare che la svolta non riguarda soltanto i risultati, ma anche la capacità della Fiorentina di tornare affidabile davanti al proprio pubblico.
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