FIRENZE – Si chiude con l'assoluzione con formula piena "perché il fatto non sussiste" uno dei filoni giudiziari più clamorosi nati durante la prima fase dell'emergenza sanitaria da Covid-19. Il Tribunale ha prosciolto da ogni accusa di truffa e frode nelle pubbliche forniture gli imprenditori fiorentini Gabriele Papini e Samuele Vignolini, titolari rispettivamente della Paimex di Cerreto Guidi e della Vignolplast di Lastra a Signa. Prosciolte da ogni illecito amministrativo anche le due aziende.
L'operazione della Guardia di Finanza, scattata nel 2020 e poi approdata per competenza anche alla Procura di Prato, aveva portato al sequestro di milioni di mascherine chirurgiche destinate alla Protezione Civile e ad Estar (l'Ente di supporto tecnico-amministrativo regionale). Secondo le contestazioni iniziali della Procura – la cui accusa si vedeva affiancata dalla Presidenza del Consiglio costituita parte civile – i dispositivi forniti avrebbero difettato dei requisiti di filtrazione batterica previsti per legge, mentre la produzione sarebbe stata affidata in subappalto non autorizzato a laboratori cinesi.
L'istruttoria dibattimentale ha tuttavia smontato il quadro accusatorio, dimostrando la piena conformità dei dispositivi e la regolarità delle procedure produttive, tanto da spingere la stessa pubblico ministero, Ornella Galeotti, a richiedere l'assoluzione degli imputati.
"Si è concluso un processo che non doveva neanche iniziare, perché gli imprenditori coinvolti fin da subito avevano cercato di soddisfare le richieste della Protezione Civile nei momenti più tragici del Covid", ha dichiarato l'avvocato Francesco Maresca, difensore di Vignolini. Soddisfazione è stata espressa anche dai legali Alessandro Traversi e Nicola Badiani, difensori di Papini: "Siamo soddisfatti del risultato, anche se arriva a sei anni dai fatti". Lo scrive La Nazione
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