Giani: “Di fronte ad una situazione carceraria drammatica è nostro dovere contribuire a rendere effettivo il principio costituzionale della funzione rieducativa”

Un doppio accordo per promuovere la formazione professionale dei detenuti, sia adulti che minori, finalizzata all'inserimento nel mondo del lavoro. Oggi nella sede della Regione Toscana siglate le intese che rinnovano i protocolli del 2022, grazie ai quali circa 850 persone hanno acquisito o rafforzato le proprie competenze durante l'esecuzione della pena. A firmarle Regione, Provveditorato dell'amministrazione penitenziaria della Toscana, Centro per la giustizia minorile per la Toscana e l'Umbria, Arti, Ufficio scolastico regionale e Rete toscana dei Cpia.    

Nonostante manchino pochi mesi alla fine del settennato della programmazione europea, la Regione Toscana ha assicurato sui due avvisi 1,5 milioni di euro, di cui 500mila per i minori. Finora i progetti, avviati nel 2024, sia gruppi che a carattere individuale, sono stati 24.    

"Di fronte ad una situazione carceraria drammatica è nostro dovere contribuire a rendere effettivo il principio costituzionale della funzione rieducativa della detenzione e dell'esecuzione della pena. Su questo piano, lavoro e formazione rappresentano strumenti fondamentali per contrastare fragilità e i rischi di recidiva", il commento del governatore Eugenio Giani.     

Per Alberto Lenzi, assessore a formazione e lavoro "cerchiamo di rilanciare" questa pratica "in maniera importante, perché i dati mostrano che se c'è stata formazione adeguata, sia per i giovani che per le persone più grandi, se c'è stato un percorso di inserimento lavorativo che poi porta a un buon esito, è più difficile che si ricaschi nella reiterazione" dei reati. La sfida adesso è "cercare di garantire prospettive di inserimento occupazionale".     

"Offrire lavoro e creare opportunità lavorative è sempre una risposta a quello che è il disagio sociale" ed "è un'occasione che si dà alle persone di poter contribuire al benessere della collettività", spiega Silvio Di Gregorio provveditore reggente dell'amministrazione penitenziaria della Toscana. "Però qui creiamo le premesse per un effettivo reinserimento delle persone, cioè abbiamo un occhio lungo, sistematico, che diventa poi strutturale", "e questo, ovviamente, avrà come conseguenza l'abbattimento della recidiva".

Uno degli obiettivi dei nuovi accordi, da cui deriveranno altrettanti avvisi per progetti di formazione annuale, è estendere i percorsi anche a giovani in esecuzione di misure esterne e potenziare le occasioni di incontro tra domanda e offerta di lavoro nel periodo successivo alla fine della pena. In particolare, è stato spiegato, per i minori verranno messi in campo interventi diversificati e flessibili finalizzati al rafforzamento delle competenze trasversali (formazione formale con rilascio di attestazioni e non formale tutoraggio, accompagnamento e attività laboratoriali).     

"La finalità più importante - commenta Paolo Gabriele Bono, direttore del Centro per la giustizia minorile, in Toscana gli Istituti sono 2 Firenze e Pontremoli (femminile) - è quella di poter assicurare al nostri ragazzi, anche attraverso l'esperienza della formazione, la possibilità di riprendere un percorso di tipo motivazionale, di maturare esperienze positive differenti dal percorso di vita che li ha portati dentro al circuito penale e di scoprire il loro potenziale".    

Per il direttore generale dell'Usr Toscana Luciano Tagliaferri "l'accordo rappresenta un impegno concreto delle istituzioni toscane per offrire alle persone detenute possibilità di crescita, formazione e reinserimento sociale e lavorativo, superando la frammentazione degli interventi con percorsi condivisi". "L'obiettivo - prosegue - è collegare istruzione, formazione professionale e lavoro, perché le competenze acquisite diventino autonomia reale".    

Anche Giovanni Raimondi, presidente della Rete Toscana dei Cpia sottolinea come "l'istruzione, la formazione e la cultura costituiscano la prima vera opportunità di riscatto e inclusione sociale per minori e adulti. Continueremo a mettere le nostre competenze educative al servizio della comunità per contrastare la recidiva e costruire un futuro di vera cittadinanza attiva"


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