L’inchiesta sul focolaio del febbraio 2025 conta due indagati, sotto esame la preparazione dei pasti e la gestione dell’emergenza

Tre consulenze tecniche, per oltre 330 pagine, collegano la morte di Gianpiero Samuelli, 88 anni, Daria Tanzini, 89, e Carla Ferretti, 80, a una tossinfezione acuta da Clostridium perfringens, che avrebbe provocato uno shock e il conseguente arresto cardiaco. Il batterio è stato identificato in tutte e tre le vittime. Secondo i consulenti della procura di Firenze, le tempistiche dei sintomi fanno ipotizzare una contaminazione del pranzo del 9 febbraio 2025, preparato nel centro cottura della rsa Monsavano di Pelago e distribuito anche a San Biagio a Dicomano, Villa Desiderio a Settignano e L’Arcolaio a Firenze. Nelle quattro strutture si registrarono 114 casi di gastroenterite su 173 ospiti.

Nell’inchiesta coordinata dalle pm Luisa Serranti e Benedetta Foti risultano indagati Gabriele Meluzzi, amministratore delegato di Sereni Orizzonti, e Valentina Seracini, responsabile della rsa Monsavano. Le ipotesi di reato comprendono omicidio colposo, lesioni colpose, delitti colposi contro la salute pubblica e commercio di sostanze alimentari nocive. Secondo l’accusa, nella preparazione dei pasti non sarebbero state rispettate le procedure necessarie a prevenire la contaminazione. Il centro cottura fu sequestrato pochi giorni dopo il focolaio.

Le consulenze segnalano anche criticità nella gestione delle emergenze notturne: non si può escludere che un trasferimento più tempestivo in ospedale o cure diverse alla comparsa dei sintomi avrebbero potuto posticipare o evitare i decessi. Una delle ospiti ricoverate e poi dimesse ha sporto denuncia. Per Lorenzo Pellegrini, legale della famiglia Samuelli, gli accertamenti rafforzano la richiesta di chiarire pienamente i fatti e le responsabilità, ancora oggetto dell’indagine. Lo scrive la Nazione. 

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