«Vorrei non doverla più cantare». Paola Turci parte da “Bambini”, il brano con cui vinse tra i Giovani a Sanremo nel 1989, per riflettere sulle sofferenze dell’infanzia, ancora drammaticamente attuali. Nel dialogo con Agnese Pini al Festival di Luce!, la cantautrice ha raccontato le esperienze umanitarie in Palestina con Soleterre, ad Haiti con la Fondazione Rava e in Sudan con Emergency. «Le canzoni non sono inutili», ha sottolineato, spiegando quanto possa contare anche regalare un sorriso a un bambino.
Al centro dell’incontro anche “Amore a dismisura”, il nuovo disco arrivato dopo sette anni, nato da un percorso iniziato durante la pandemia. Per Turci la creazione artistica richiede tempo, riflessione e libertà dalle scadenze dell’industria musicale. Il lavoro affronta fragilità, errori e sentimenti, ribadendo una distinzione fondamentale: «L’amore è rispetto, gentilezza, attenzione al bene dell’altro». Possesso e violenza non possono essere considerati espressioni d’amore.
La cantante ha infine espresso preoccupazione per l’odio, soprattutto sui social, e per una solitudine crescente che indebolisce i rapporti umani. La sua risposta è cercare il contatto nelle piccole azioni quotidiane e nell’impegno collettivo, dalla Casa delle donne di Roma alla Fondazione Una Nessuna Centomila, attiva contro la violenza sulle donne. Il coraggio, ha spiegato, vive nelle decisioni prese ogni giorno nonostante la paura. Lo scrive la Nazione.
Al centro dell’incontro anche “Amore a dismisura”, il nuovo disco arrivato dopo sette anni, nato da un percorso iniziato durante la pandemia. Per Turci la creazione artistica richiede tempo, riflessione e libertà dalle scadenze dell’industria musicale. Il lavoro affronta fragilità, errori e sentimenti, ribadendo una distinzione fondamentale: «L’amore è rispetto, gentilezza, attenzione al bene dell’altro». Possesso e violenza non possono essere considerati espressioni d’amore.
La cantante ha infine espresso preoccupazione per l’odio, soprattutto sui social, e per una solitudine crescente che indebolisce i rapporti umani. La sua risposta è cercare il contatto nelle piccole azioni quotidiane e nell’impegno collettivo, dalla Casa delle donne di Roma alla Fondazione Una Nessuna Centomila, attiva contro la violenza sulle donne. Il coraggio, ha spiegato, vive nelle decisioni prese ogni giorno nonostante la paura. Lo scrive la Nazione.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies














