Il documentario restituisce il ritratto dell'autore prima del successo del celebre burattino di legno

Non soltanto il padre di Pinocchio, ma anche un giornalista brillante, uno scrittore irriverente, un osservatore acuto della società e della politica del suo tempo. A duecento anni dalla nascita di Carlo Lorenzini (1826-1890), universalmente conosciuto con lo pseudonimo di Collodi, il Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux in collaborazione con il Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Carlo Collodi - Fondazione Collodi e Società Dante Alighieri gli dedica la mostra "C'era una volta? Un Re! Carlo Lorenzini detto 'Collodi' tra satira, giornalismo e letteratura per l'infanzia", a cura di Elisa Martini e Benedetta Gallerini, ospitata all'Archivio Contemporaneo "Alessandro Bonsanti", a Palazzo Corsini Suarez, fino al 15 giugno 2027.

Attraverso documenti originali, prime edizioni, giornali d'epoca, volumi rari e opere d'arte, l'esposizione ricostruisce il percorso umano e letterario di Collodi, restituendo al pubblico il ritratto di un intellettuale profondamente legato alla Firenze dell'Ottocento, ben prima che il suo burattino di legno conquistasse i lettori di tutto il mondo. "Collodi è uno scrittore per gli adulti e poi per i bambini - dichiara il presidente del Gabinetto Vieusseux Riccardo Nencini -. Pinocchio è la favola per eccellenza sulla metamorfosi e un omaggio esemplare a Firenze e a tutta l'umanità".

"Dedicare oggi una mostra al capolavoro collodiano ha senso più che mai - dichiara il direttore del Gabinetto Vieusseux Michele Rossi - Non solo perché ricorrono duecento anni dalla nascita di Carlo Lorenzini, ma in quanto il messaggio che voleva lanciare lo scrittore fiorentino agli adolescenti dell'Italia umbertina è di un'attualità sconcertante: se non vogliamo trasformarci tutti in 'bellissimi somari', c'è da 'avvezzarsi ad essere ragazzini per bene', prendere amore per lo studio e il lavoro, e dire sempre la verità".

"Il mondo di Collodi è uno spazio ampio, dove più piani ed anime si vengono ad intersecare - spiega la curatrice Elisa Martini - Nel suo capolavoro Pinocchio ritroviamo la sua intera esistenza, non solo come autore, ma anche come giornalista e uomo, dove Firenze, ormai non più capitale e rovinata dai debiti, è declassata ad una città di "Acchiappacitrulli" e Roma è sempre più un "Paese dei balocchi" dove i somari sono protagonisti".

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