Firenzedintorni seguirà in diretta un pomeriggio particolare

Non si tratta di proteste, ma di delinquenza, di vandalismo, di situazione inaccettabili per chiunque pensi che il vivere comune non sia una contrapposizione di forze, ma piuttosto l’accettazione delle idee e dei bisogni degli altri. I giovani vanno ascoltati, non assecondati nei loro sbagli, nelle loro violenze

 

Per questo Firenzedintorni si schiera senza se e senza ma dalla parte di chi difende gli inestimabili valori della convivenza civile e della democrazia e quindi dalla parte delle Forze dell’ordine che ci proteggono dall’orda barbarica di chi delinque, di chi sfrutta le indubbie carenze di questa società per provare ad affermarsi con metodi fascisti

 

Non è questione di essere di destra o di sinistra, si tratta più semplicemente di difendere le nostre città, la nostra Firenze, di difendere la nostra voglia di vivere in una società più giusta e non inquinata da teppisti che puntano all’impunità

 

E converrà allora riproporre Pier Paolo Pasolini, certamente non un bieco reazionario, e quello che scrisse nel 1968 a proposito degli scontri alla Facoltà romana di Architettura a Valle Giulia: quelle parole sono tremendamente vere anche 68 anni dopo

 

Adesso i giornalisti

di tutto il mondo

(compresi quelli delle televisioni)

vi leccano (come credo ancora si dica

nel linguaggio delle Università) il culo.

Io no, amici.

Avete facce di figli di papà.

Buona razza non mente.

Avete lo stesso occhio cattivo.

Siete paurosi, incerti, disperati

(benissimo) ma sapete

anche come essere

prepotenti, ricattatori e sicuri:

prerogative piccoloborghesi, amici.

Quando ieri a Valle Giulia

avete fatto a botte

coi poliziotti,

io simpatizzavo coi poliziotti!

Perché i poliziotti sono figli di poveri.

Vengono da periferie,

contadine o urbane che siano.

Quanto a me, conosco assai bene

il loro modo di esser stati

bambini e ragazzi,

le preziose mille lire, il padre rimasto

ragazzo anche lui,

a causa della miseria, che non dà autorità.

La madre incallita come un facchino,

o tenera,

per qualche malattia, come un uccellino;

i tanti fratelli, la casupola

 

E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci,

con quella stoffa ruvida che puzza

di rancio fureria e popolo.

Peggio di tutto, naturalmente,

è lo stato psicologico cui sono ridotti

(per una quarantina di mille lire al mese):

senza più sorriso, senza più amicizia col mondo,

separati, esclusi

Siamo ovviamente d’accordo contro

l’istituzione della polizia.

Ma prendetevela contro la Magistratura,

e vedrete!

I ragazzi poliziotti

che voi per sacro teppismo

di eletta tradizione risorgimentale)

di figli di papà, avete bastonato,

appartengono all’altra classe sociale.

A Valle Giulia, ieri, si è cosi avuto

un frammento

di lotta di classe: e voi, amici

(benché dalla parte

della ragione) eravate i ricchi,

mentre i poliziotti (che erano dalla parte

del torto) erano i poveri.

Bella vittoria, dunque,

la vostra! In questi casi,

ai poliziotti si danno i fiori, amici.

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