A Firenze come in tutta Italia gli studenti hanno deciso di farsi sentire. L’importante è non permettere ai violenti di rovinare tutto

Il primo pensiero, e pazienza se qualche generale, ministro o presidente del consiglio parlerà di “sinistroidi radical chic”, è: finalmente. Finalmente giovani che alzano la testa dallo smartphone e decidono di farsi sentire. Perché delle due l’una: o ci lamentiamo per una generazione “spenta”, rassegnata e ignara di tutto quello che le accade intorno o la facciamo finita con giudizi (affrettati) e sentenze e lasciamo che vivano come gli viene. E visto che la rassegnazione non è mai una buona notizia, io sono tra quelli che accoglie con favore questa rinnovata voglia di farsi sentire e vedere. 

Detto questo, perché ormai se non lo metti in premessa rischi di passare per un sostenitore della violenza e del caos, non si possono non condannare gli atti ignobili che si son visti a Milano così come non si possono non condannare i gesti di chi nelle scuole occupate spacca vetri, banchi, imbratta muri, svuota estintori e via via barbarie discorrendo. 

Per questo, e proprio perché mi sento molto vicino a questi ragazzi e “tifo” per loro e per le loro istanze, mi sento di dargli un consiglio e di proporgli un’idea. A loro, come ai professori che a Firenze come in altre città hanno firmato il documento che li sostiene. Il consiglio: fate sentire forte e chiaro, e in tutti i modi possibili, la vostra presa di distanza dai violenti e da chi, con i suoi comportamenti, non fa altro che mettere la museruola al vostro grido (civile) di rabbia e protesta. Convocate i giornalisti, inondate i social network, mandate comunicati. Come volete, ma isolate chi con voi non ha niente a che fare. 

E poi l’idea: perché non organizzate una vera rete nazionale, che riunisca gli studenti e i docenti di tutta Italia con l’obiettivo di andare a Roma, tutti insieme e in modo civile, a far sentire al governo e a tutti quelli che finora vi hanno ignorato la vostra voce? Voi, gli insegnanti, magari pure quei genitori che nel vostro movimento riconoscono tracce della loro gioventù. Sarebbe bellissimo, e sarebbe un’onda che nessun decreto, nessun ministro, politico o sedicente tale potrebbe fermare. 

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