Rivelate le carte della massima verifica di sicurezza "Val 4": il concessionario proponeva la demolizione per 14 milioni, ma il Comune ha imposto il consolidamento. Resta il nodo del peso e del futuro delle storiche terrazze

FIRENZE – Abbattere del tutto il ponte da Verrazzano e ricostruirlo da capo, invece di procedere con il restauro e il consolidamento dell'opera esistente. Era questa la soluzione caldeggiata dai costruttori della nuova linea tranviaria per garantire il passaggio sicuro dei binari sopra l'Arno. Come rivela l'edizione odierna del quotidiano La Repubblica, la proposta emerge dettagliatamente dalle relazioni tecniche elaborate dal professor Petrangeli su incarico di Tram Spa e trasmesse all'amministrazione comunale nel novembre 2025.

Il dossier riguarda la cosiddetta "Val 4", la procedura di massima verifica di sicurezza richiesta da Palazzo Vecchio per determinare tecnicamente quale strada intraprendere tra il rifacimento e il recupero dell'infrastruttura. Il documento, approvato nei mesi scorsi ma reso noto soltanto in questi giorni a seguito dell'esito positivo delle verifiche formalizzato il 12 ottobre, traccia la cronistoria dei carteggi e dei rilievi partiti dal 2018.

La scontro su tempi e costi: il no fermo del Comune

Di fronte alla proposta di abbattimento presentata dal concessionario, il Comune di Firenze si è opposto con fermezza, suffragando il proprio rifiuto con pareri tecnici e prove documentali, tra cui la perizia decisiva dell'ingegner Morano:

  • La proposta di demolizione (Tram Spa): prevedeva la sostituzione integrale dell'impalcato con un costo stimato di 14 milioni di euro e circa un anno di cantiere.

  • Le contestazioni di Palazzo Vecchio: l'amministrazione ha giudicato irrealistici i tempi prospettati, evidenziando come la stima dei dodici mesi non tenesse in alcun modo conto delle lunghe tempistiche necessarie per la redazione e l'approvazione della nuova fase progettuale.

  • L'ipotesi consolidamento: le proposte d'intervento per la messa in sicurezza e il rinforzo della struttura attuale prevedono un impegno economico di circa 7 milioni di euro e una durata dei lavori di 7 mesi. Una stima che tuttavia Tram Spa considera "meramente indicativa" in attesa della stesura del progetto esecutivo finale.

Il nodo delle storiche terrazze: alleggerimento necessario

Un altro punto cruciale emerso dalla verifica "Val 4" riguarda il destino delle iconiche terrazzine del ponte da Verrazzano. A metà settembre era stato raggiunto un accordo formale tra il Comune e la Soprintendenza per salvaguardarle, limitandosi a limarne e alleggerirne le strutture senza demolirle.

La perizia sulla stabilità complessiva dell'opera impone tuttavia interventi drastici per consentire il transito della tramvia:

  • Parziale demolizione: si renderà necessaria la rimozione dei terrazzini e dei camminamenti in calcestruzzo rigido.

  • Strutture metalliche leggere: i vecchi elementi saranno sostituiti con componenti in metallo di nuova concezione per ridurre sensibilmente il peso totale gravante sulle campate.

Pur suggerendo di individuare soluzioni che garantiscano l'accessibilità pedonale nella configurazione attuale, la "Val 4" ribadisce che la parola d'ordine resta l'alleggerimento rapido dell'impalcato. Il ponte da Verrazzano rappresenta infatti l'ultimo vero ostacolo che separa la città dall'inaugurazione della nuova tratta, mentre gli altri cantieri lungo il tracciato sono ormai entrati nella loro fase conclusiva.

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