Il 64% dei laureati dell'Ateneo di Firenze è di prima generazione universitaria, proviene cioè da famiglie nelle quali nessuno dei genitori possiede un titolo universitario. Un dato che mostra la funzione sociale dell'Università e il suo ruolo nell'ampliare l'accesso alla conoscenza: "Contribuzione progressiva, esoneri e misure di sostegno - spiega Unifi - favoriscono questa apertura, con una contribuzione media degli studenti paganti inferiore di circa il 16% alla media degli Atenei statali italiani". E' quanto emerge dal Bilancio sociale e di sostenibilità 2025 di Unifi che rende conto del primo anno di attuazione del Piano strategico 2025-2027.
Qualità scientifica e apertura sociale, dimensione internazionale e responsabilità verso il territorio: è il profilo dell'Università di Firenze che emerge dal Bilancio. "Rafforzare la ricerca, rendere più accessibili i percorsi di studio e collaborare con la società sono parti dello stesso impegno. Il Bilancio ci permette di leggere queste dimensioni, riconoscere i risultati e individuare dove migliorare. È una responsabilità verso chi studia e lavora nell'Università, ma anche verso chi, pur non frequentandola, beneficia della sua presenza", afferma la rettrice Alessandra Petrucci.
Tra gli altri dati emerge che l'Ateneo sostiene la partecipazione alla vita universitaria e la prosecuzione degli studi: con Unifi Include ha esteso il suo supporto agli studenti con bisogni educativi speciali, accanto a quelli con disabilità e disturbi specifici dell'apprendimento (Dsa). Ancora nel 2025 l'Ateneo ha acquisito circa 36,9 milioni di euro di nuovi finanziamenti competitivi per la ricerca. La dimensione europea si esprime anche attraverso EUniWell, l'alleanza universitaria che vede Firenze tra gli atenei fondatori. Unifi partecipa poi al sistema sanitario attraverso le Aziende ospedaliero-universitarie Careggi e Meyer Irccs e collabora con imprese, istituzioni e Terzo settore. L'Incubatore universitario fiorentino, la Fondazione per la ricerca e l'innovazione e le altre strutture dedicate collegano le competenze della ricerca ai bisogni di innovazione del mondo produttivo e della società. Ancora l'Ateneo ha approvato nel 2025 il primo Piano energetico di Ateneo per coordinare gli interventi per ridurre consumi ed emissioni. Alla trasformazione contribuiscono 15 milioni di euro dell'utile di esercizio.
Qualità scientifica e apertura sociale, dimensione internazionale e responsabilità verso il territorio: è il profilo dell'Università di Firenze che emerge dal Bilancio. "Rafforzare la ricerca, rendere più accessibili i percorsi di studio e collaborare con la società sono parti dello stesso impegno. Il Bilancio ci permette di leggere queste dimensioni, riconoscere i risultati e individuare dove migliorare. È una responsabilità verso chi studia e lavora nell'Università, ma anche verso chi, pur non frequentandola, beneficia della sua presenza", afferma la rettrice Alessandra Petrucci.
Tra gli altri dati emerge che l'Ateneo sostiene la partecipazione alla vita universitaria e la prosecuzione degli studi: con Unifi Include ha esteso il suo supporto agli studenti con bisogni educativi speciali, accanto a quelli con disabilità e disturbi specifici dell'apprendimento (Dsa). Ancora nel 2025 l'Ateneo ha acquisito circa 36,9 milioni di euro di nuovi finanziamenti competitivi per la ricerca. La dimensione europea si esprime anche attraverso EUniWell, l'alleanza universitaria che vede Firenze tra gli atenei fondatori. Unifi partecipa poi al sistema sanitario attraverso le Aziende ospedaliero-universitarie Careggi e Meyer Irccs e collabora con imprese, istituzioni e Terzo settore. L'Incubatore universitario fiorentino, la Fondazione per la ricerca e l'innovazione e le altre strutture dedicate collegano le competenze della ricerca ai bisogni di innovazione del mondo produttivo e della società. Ancora l'Ateneo ha approvato nel 2025 il primo Piano energetico di Ateneo per coordinare gli interventi per ridurre consumi ed emissioni. Alla trasformazione contribuiscono 15 milioni di euro dell'utile di esercizio.
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