La polemica innescata da un post del sindaco di Sesto Fiorentino, che chiede la rimozione del console di Israele Marco Carrai dal ruolo di presidente della Fondazione Meyer

"Il presidente della Regione ha annunciato la sostituzione di Francesco Giani nel consiglio di indirizzo del Meyer. Grande indignazione aveva suscitato la sua nomina a causa del ruolo di console onorario della Federazione russa, cioè, di uno stato che da quasi tre anni ha invaso l'Ucraina, causando migliaia di morti anche tra la popolazione civile. Ora però manca un ulteriore passaggio fondamentale: la sostituzione alla guida della Fondazione Meyer del console di Israele Marco Carrai, rappresentante in Toscana dello Stato guidato da Netanyahu" aveva scritto sui sociale ieri sera Lorenzo Falchi, sindaco di Sesto Fiorentino e membro della segreteria nazionale di Si.

Parole che non sono affatto piaciute ai consiglieri comunali di Italia Viva a Firenze Francesco Casini e Francesco Grazzini, che in una nota hanno risposto duramente alle parole del sindaco di Sesto.

"Chi fa il sindaco in primo luogo dovrebbe fare il sindaco. E quando si parla da sindaco tramite il profilo istituzionale è consigliabile informarsi accuratamente prima. Vedere come il Meyer sia da sempre una delle prime realtà europee ad ospitare cure specializzate anche per bambini palestinesi, così come per ogni altro bambino proveniente dai tanti conflitti internazionali. Senza alcuna distinzione. E Marco Carrai di questo è stato promotore. Senza considerare le grandi capacità ed esperienze manageriali che Marco Carrai ha, unitamente ai valori e alla forte umanità che lo hanno da sempre contraddistinto e che sono le caratteristiche fondamentali per il ruolo di presidente di una fondazione come il Meyer". 
    
Per Casini e Grazzini, "Falchi che non perde occasione per creare divisione, vuole attivare l'ennesima polemica pretestuosa per farsi un po' di pubblicità".
"Ci dia retta - aggiungono - Segua piuttosto il suo Comune in questo suo finale di mandato. Stia dietro alle questioni che interessano la sua città e non si metta a fare considerazioni superficiali su realtà straordinarie come la Fondazione Meyer e chi la presiede". 
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