Era un’autentica outsider, esponente di quel mondo a sinistra del Pd che non riconoscendosi nel candidato del centrosinistra Eugenio Giani ha deciso di andare per la propria strada. E Antonella Bundu, che a queste elezioni ha guidato il raggruppamento di Toscana Rossa (che tiene assieme Potere al Popolo, Rifondazione Comunista e Possibile, oltre alla costellazione civica e popolare vicina alla sinistra) è andata vicinissima ad un traguardo che sarebbe stato storico, quel 5% che avrebbe permesso al suo schieramento di entrare in Consiglio regionale.
Come riporta stamani La Nazione, il lungo pomeriggio elettorale di Toscana Rossa Bundu l’ha seguito dal circolo Arci di San Niccolò, oscillando fra l’attesa, l’entusiasmo e la cautela, dovendosi infine arrendere ai numeri, che hanno visto la sua forza arrivando a lambire il 5% dei consensi senza però centrare l’obiettivo, fermandosi a 4,5. Un risultato che, da una parte, conferma l’attrattività che la formazione di sinistra ha saputo esercitare su una parte dell’elettorato, ma che dall’altra non è stato sufficiente per consentire a Bundu di centrare il bersaglio.
E mentre arrivavano i risultati, su uno soprattutto si è voluta concentrare la candidata di Toscana Rossa, ovvero il crollo verticale dell’affluenza, che si è fermata al 49%: “A livello di democrazia nessuno può davvero festeggiare” ha detto.
E se ieri sera l’epilogo è stato di delusione cocente, l’impegno, specifica il quotidiano, non si fermerà.Condividi
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