«Quanto accaduto oggi a Sesto Fiorentino, in occasione della Giornata della Memoria, nei confronti di Marco Carrai, console di Israele, è un fatto gravissimo, vergognoso e del tutto inaccettabile».
Lo dichiara Francesco Casini, capogruppo del gruppo Casa Riformista in Consiglio regionale della Toscana.
«Come gruppo consiliare regionale di Casa Riformista esprimiamo la più totale e convinta solidarietà a Marco Carrai e alla sua famiglia, colpiti da un attacco ingiurioso che nulla ha a che vedere con il significato profondo della Giornata della Memoria e che, al contrario, ne tradisce lo spirito».
«Colpire una persona, indicandola come bersaglio di odio proprio nel giorno in cui si ricorda la liberazione di Auschwitz, significa alimentare un clima di intolleranza estremamente pericoloso. Gli estremismi, da qualunque parte provengano, producono solo divisione e odio e possono trasformarsi rapidamente in violenza. È un rischio che non possiamo permetterci di sottovalutare».
«Per questo rivolgiamo un appello a tutte le istituzioni, alle forze politiche e alle associazioni affinché vi sia una condanna chiara, netta e senza ambiguità di quanto accaduto. Su episodi di questo tipo non possono esserci silenzi né distinguo».
«In una città come Sesto Fiorentino, e più in generale nella nostra Toscana, non può esserci spazio per gesti che fomentano odio e intimidazione. La Memoria deve essere un momento di responsabilità collettiva, non di strumentalizzazione ideologica».
«Rinnoviamo quindi la nostra vicinanza a Marco Carrai, auspicando che da tutte le istituzioni arrivi una presa di posizione ferma e coerente con i valori della convivenza civile».
Lo dichiara Francesco Casini, capogruppo del gruppo Casa Riformista in Consiglio regionale della Toscana.
«Come gruppo consiliare regionale di Casa Riformista esprimiamo la più totale e convinta solidarietà a Marco Carrai e alla sua famiglia, colpiti da un attacco ingiurioso che nulla ha a che vedere con il significato profondo della Giornata della Memoria e che, al contrario, ne tradisce lo spirito».
«Colpire una persona, indicandola come bersaglio di odio proprio nel giorno in cui si ricorda la liberazione di Auschwitz, significa alimentare un clima di intolleranza estremamente pericoloso. Gli estremismi, da qualunque parte provengano, producono solo divisione e odio e possono trasformarsi rapidamente in violenza. È un rischio che non possiamo permetterci di sottovalutare».
«Per questo rivolgiamo un appello a tutte le istituzioni, alle forze politiche e alle associazioni affinché vi sia una condanna chiara, netta e senza ambiguità di quanto accaduto. Su episodi di questo tipo non possono esserci silenzi né distinguo».
«In una città come Sesto Fiorentino, e più in generale nella nostra Toscana, non può esserci spazio per gesti che fomentano odio e intimidazione. La Memoria deve essere un momento di responsabilità collettiva, non di strumentalizzazione ideologica».
«Rinnoviamo quindi la nostra vicinanza a Marco Carrai, auspicando che da tutte le istituzioni arrivi una presa di posizione ferma e coerente con i valori della convivenza civile».
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